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Tra détente e guerra fredda: i refuseniks

Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.

Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.



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Corriere della Sera Rassegna Stampa
21.07.2012 Siria: a rischio la pace fredda
Commento di Davide Frattini

Testata: Corriere della Sera
Data: 21 luglio 2012
Pagina: 17
Autore: Davide Frattini
Titolo: «La fine del regime mette a rischio la pace fredda»

Sul CORRIERE della SERA di oggi, 21/07/2012, a pag.17, con il titolo "La fine del regime mette a rischio la pace fredda", Davide Frattini esamina i rapporti Israele-Siria.

Soldati israeliani sul confine con la Siria

Ehud Barak, il ministro della Difesa, ha visitato nei giorni scorsi le alture del Golan, conquistate da Israele alla Siria nel 1967. Gli scontri si sono avvicinati, è possibile sentire le esplosioni dall'altra parte di un confine che in questi anni è rimasto tranquillo, Bashar Assad è stato un nemico che non disturbava in prima persona. L'instabilità regionale che potrebbe seguire il crollo del regime non compensa per lo Stato ebraico la scomparsa di un alleato dell'Iran. Barak e i generali hanno alzato l'allerta delle truppe nella zona: vogliono evitare l'afflusso di rifugiati, soprattutto drusi che cercherebbero di raggiungere i parenti, temono che tra le famiglie in fuga si nascondano gli estremisti di Al Qaeda infiltrati in Siria durante questi mesi di disordini. I movimenti che preoccupano di più l'intelligence israeliana sono quelli dei materiali per la guerra chimico-batteriologica. Israele non può accettare che finiscano nelle mani di Hezbollah, il gruppo sciita con basi e campi d'addestramento alla periferia di Damasco. L'aviazione interverrebbe per colpire i convogli che cerchino di raggiungere il Libano, lo Stato Maggiore non esclude un raid di terra con le forze speciali (l'avanguardia sarebbe comunque composta da americani e giordani) per mettere al sicuro le riserve.

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