Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Donne: cala la mannaia vaticano-islamica quando si tratta di discriminazione, tutti d'accordo. Nel silenzio assordante delle femministe, come sempre
Testata: La Stampa Data: 21 giugno 2012 Pagina: 15 Autore: Roberto Giovannini Titolo: «Alleanza al vertice di Rio fra islamici e Vaticano»
Riportiamo dalla STAMPA di oggi, 21/06/2012, a pag. 15, l'articolo di Roberto Giovannini dal titolo " Alleanza al vertice di Rio fra islamici e Vaticano ". Con i complimenti di IC per l'accuratezza dell'informazione.
Dove sono finite ?
Rachel Harris, qui a Rio per la Ong americana Women Environment and Development Organization, ci ride su, anche se amaramente: «Potremmo definirlo il nuovo Axis of Evil - dice - l’Asse del Male contro le donne». Sì, perché la bizzarra alleanza tra il Vaticano e uno stato canaglissima come la Siria del presidente Assad dal documento finale della Conferenza Rio +20 ha stravolto il testo già concordato. Battendo la linea indicata da giganti politici come Usa, Europa, Canada e Australia. Ed epurando il paragrafo 244, che parlava dei diritti riproduttivi delle donne e di pianificazione familiare.
Intendiamoci: il blitz, effettuato alle due della notte di lunedì scorso da questa alleanza monoteista tra Santa Sede e paesi arabi e islamici ha un valore politico. Il testo finale di Rio +20 difficilmente produrrà effetti concreti per l’ambiente. Purtroppo, il testo sottoposto ai Capi di Stato e di governo in queste ore appare infarcito di giri di parole e termini vaghi, un lungo elenco di ottime promesse senza impegni concreti od obiettivi effettivi. Lo ha riconosciuto persino il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon: «Personalmente ha ammesso - mi aspettavo un documento finale più ambizioso».
Fatto sta che neanche principi tutto sommato scontati - come il diritto delle donne alla salute sessuale e riproduttiva, il diritto all’accesso a mezzi sicuri e poco costosi per la pianificazione familiare - sono riusciti a scampare alla mannaia vaticano-islamica. Grande regista del blitz notturno il 44enne reverendo Philip J. Bene, da St.Louis, Missouri, dal 2007 membro della delegazione della Santa Sede presso l’Onu. Il Vaticano è solo osservatore, non può votare: ma dopo aver stretto l’accordo con il Egitto, Siria e altri paesi islamici, il reverendo Bene è riuscito a spaccare il G77, il gruppo dei paesi in via di sviluppo, portando dalla sua parte il Cile e tutti gli stati centro-americani. Poi ha gettato lo scompiglio nella delegazione dell’Unione Europea, conquistando la cattolicissima Polonia. Risultato, «bonifica» del punto 244 e via ogni riferimento ai diritti riproduttivi delle donne. Vedremo che ne diranno i leader: a un loro intervento è affidata la (piccola) speranza che questa assise non sia ricordata come Rio meno 20.
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