Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.
Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.
Iniziato il tour di Madonna. Prima tappa, Tel Aviv Francesco Battistini racconta gli incontri pacifisti
Testata: Corriere della Sera Data: 01 giugno 2012 Pagina: 53 Autore: Francesco Battistini Titolo: «La popstar incontra arabi e israeliani»
Riportiamo dal CORRIERE della SERA di oggi, 01/06/2012, a pag. 53, l'articolo di Francesco Battistini dal titolo "La popstar incontra arabi e israeliani", unico commento per rendere conto ai lettori delle polemiche suscitate da Madonna a Tel Aviv. Le cronache del concerto sono state pubblicate da quasi tutti i quotidiani.
Madonna
«Ho scelto di cominciare il mio tour da Israele, perché qui è il centro dell'energia del mondo. Quello che succede in Israele, ha influenza in ogni angolo del mondo. Se ci sarà la pace in questa terra, ci sarà dappertutto». Tutti da Madonna ad ascoltare il verbo della pace: prima della prima, la popstar vuole incontrare le sette principali organizzazioni pacifiste, sia israeliane che palestinesi. All'inizio, aveva pensato a un secondo concerto riservato a loro, ma nello stadio di Ramat Gan si rischiava una serata per pochi intimi. Così, meglio regalare alle ong 600 biglietti in una tribuna speciale, promettere qualche parola fra una canzone e l'altra dello show. E casomai allestire un veloce vis-à-vis dietro il palco, un quarto d'ora, finite le prove: lei in tuta da ginnastica, senza trucco, i capelli raccolti e nascosti sotto una cuffia, un cordone di bodyguard intorno; loro in religiosa attesa, senza scorte, un po' delusi dalla cancellazione della serata dedicata e, in gran parte, senza molta voglia di fare da corte. «Comunque, sempre meglio di Lady Gaga... — scherza un giornalista israeliano impegnato da sempre coi pacifisti —. Che venne a Tel Aviv e si mise a saltellare sotto i riflettori soltanto con la bandiera israeliana sulle spalle. C'era appena stata la guerra di Gaza, e lei non disse una parola...». In pace con Madonna: «Era sfinita», racconta Yariv Openheimer, leader di Peace Now, la sigla che più si batte contro gli insediamenti illegali nei Territori palestinesi, un signore che l'estrema destra israeliana equipara spesso a un traditore della patria e che più d'una volta s'è beccato qualche molotov sotto casa: «Non è stato un incontro di quelli memorabili. Noi ci siamo presentati, le abbiamo detto chi siamo e chi rappresentiamo. Lei, solo poche parole». Più entusiasta Saman Huri, capo palestinese del Forum per la pace: «Un bellissimo incontro. Le sue parole sulla pace venivano dal cuore. Sono rimasto molto impressionato dal suo sostegno: credo che le cose dette sul palco lasceranno un segno». «È una bomba d'energia — spiega il rabbino Shmuel, suo maestro israeliano di Cabala —: quando entra lei in una stanza, si sente. Mi chiedono sempre come mai, una che non è ebrea, s'occupi tanto dei cabalisti. Io rispondo che la gente cha ha tutto, spesso precipita moralmente. Lei, no: lei ha la pace nella sua mente». A questo giro, Mrs Ciccone s'è tenuta alla larga dalla politica: soltanto un saluto di cortesia alla vecchia amica Tzipi Livni. Una volta, le due uscivano a cena, si frequentavano. L'ex ministra degli Esteri, ex leader del partito Kadima e tra un po' (forse) ex deputata, solo cinque anni fa era indicata da Time fra le cento donne più influenti del mondo. In quella classifica, c'era anche Madonna. Un secolo fa, prima che a turbarne la pace arrivassero i loro due incubi: Netanyahu e Lady Gaga.
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