Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Cirincione, un cognome che fa rima con 'pasticcione' il consigliere di Hillary Clinton sottovaluta la minaccia iraniana
Testata: La Stampa Data: 27 marzo 2012 Pagina: 13 Autore: Paolo Mastrolilli Titolo: «Pyongyang e Teheran sono ormai isolate. Alla fine cederanno»
Riportiamo dalla STAMPA di oggi, 27/03/2012, a pag. 13, l'intervista di Paolo Mastrolilli a Joseph Cirincione dal titolo "Pyongyang e Teheran sono ormai isolate. Alla fine cederanno".
Joseph Cirincione
Joseph Cirincione, consigliere di Hillary Clinton, è convinto che l'Iran non si stia dotando di un'atomica e che, in ogni caso, siano sufficienti negoziati e sanzioni per bloccare gli ayatollah. Se questo è il consigliere del segretario di Stato Usa, si spiegano molte cose sulle cantonate dell'amministrazione Obama in politica estera. Ecco l'intervista:
Corea del Nord e Iran finiranno per cedere, accettando di fermare i loro programmi nucleari per uscire dall’isolamento. E se gli Usa giocheranno bene le loro carte con la Russia, entro il 2020 potremmo vedere una riduzione delle armi atomiche sotto la soglia di mille testate ciascuno per Washington e Mosca». Joseph Cirincione non si fa trascinare dalla retorica delle dichiarazioni politiche.Presidente del Plough shares Fund, una fondazione dedicata alla sicurezza internazionale, è anche membrodell’International Security Advisory Boarddelsegretario di Stato Hillary Clinton.
Pyongyang vuole lanciare in orbita un satellite a metà aprile: le aperture di Kim Jong Un sono già finite?
«Sta cercando di avere tanto gli aiuti internazionali, di cui ha disperato bisogno, quanto le armi nucleari. Il lancio del satellite è un test missilistico camuffato. Però esiste la possibilità di fermarlo e convincerlo a trattare».
Qual è la chiave per riuscirci?
«Come prima cosa, l’unità dei paesi coinvolti nella trattativa, a partire dalla Cina. Poi, come ha fatto Obama, bisogna chiarire chenonabbiamointenzioniostili verso Pyongyang: non si può negoziare con un regime e minacciare allo stesso tempo di distruggerlo. Se queste condizioni verranno rispettate, la Corea del Nord finirà per cedere, perché ormai è troppo isolata».
E l’Iran?
«Discorso simile. Se avesse l’atomica sarebbe una minaccia per tutti,ma non l’ha ancora costruita e le sanzioni stanno davvero mordendo. Teheran è molto più isolata di quanto creda, e penso chel’ultimaofferta di dialog osia seria. Anche qui, serve la compattezza dei sei paesi negoziatori, e bisogna resistere a chi chiede azioni militari. La chiave è un accordo che limiti la possibilità di arricchire uranio,e apra le porte dei siti iraniani alle ispezioni internazionali senza alcuna preclusione».
Obama ha parlato di difesa missilistica con Medvedev: le incomprensioni sono superabili?
«Si è legato a questo progetto solo per ragioni politiche, per coprirsi il fianco destro, ma non lo condivide. La difesa missilistica è un sistema che non funziona, puntato contro unaminacciache non esiste, e finanziato con soldi che non abbiamo. Obama è stato onesto a dire che gli serve spazio, perché dopo le elezioni sarà più libero di risolvere la questione. E’ un problema speculare a quello di Putin, perché anche lui in campagna elettorale ha sfruttato il tema a fini di politica interna, ma ora non ne ha più bisogno».
Il leader Usa ha fatto del disarmo uno degli obiettivi più ambiziosi del suo mandato: quali sono i risultati raggiungibili?
«Seul ha tre scopi: impedire che le armi finiscano nelle mani dei terroristi,evitare che altri paesi le costruiscano,eridurre quelle esistenti. Sul terzo punto, entro il 2020 in America e Russia potremmo scendere sotto le 1.000 testate ciascuno. Una cifra che i militari Usa reputano sufficiente per garantire la sicurezza. Anche la Russia sta riducendo, perché elimina le vecchie testate e non ne costruisce altrettante nuove. Se troveremo un accordo sulla difesa missilistica, potremo convincere Mosca e scendere sotto le 1.000 testate».
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