Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Tregua fra Israele e terroristi di Hamas ma il quotidiano comunista non menziona i razzi dalla Striscia. Perchè?
Testata: Il Manifesto Data: 14 marzo 2012 Pagina: 7 Autore: Redazione del Manifesto Titolo: «Tregua dopo 25 palestinesi uccisi dagli israeliani»
Riportiamo dal MANIFESTO di oggi, 14/03/2012, a pag. 7, la breve dal titolo "Tregua dopo 25 palestinesi uccisi dagli israeliani".
Hamas Razzi da Gaza
Secondo la redazione del Manifesto, la tregua tra Israele e terroristi della Striscia avrebbe " posto fine ai violenti bombardamenti di Gaza compiuti dall’aviazione dello Stato ebraico negli ultimi giorni". Il lancio di razzi che ha scatenato le risposte israeliane non è praticamente menzionato in tutto il pezzo, salvo qualche brevissimo accenno verso la fine. Hamas ha lanciato 150 razzi in quattro giorni. Il fatto che Israele abbia sistemi sofisticati di difesa e non ci siano state vittime non rende meno gravi i crimini di Hamas. E' nei diritti e nei doveri di Israele quello di difendere e garantire la sicurezza dei cittadini. Uno Stato quando viene attaccato si difende, non è ben chiaro per quale motivo Israele dovrebbe fare eccezione. Ecco il pezzo:
Tiene la tregua (almeno fino alla serata di ieri), mediata dagli egiziani, tra Israele e i gruppi armati palestinesi, che ha posto fine ai violenti bombardamenti di Gaza compiuti dall’aviazione dello Stato ebraico negli ultimi giorni. Il bilancio totale dei raid israeliani, per ora, è di venticinque palestinesi uccisi - venti militanti del Jihad islamì e dei Comitati di resistenza popolare e cinque civili, tra i quali due ragazzi di dodici e quindici anni– e di altre decine feriti. Nonostante la tregua, ieri però altri tre palestinesi sono stati feriti dal fuoco di pattuglie israeliane lungo il confine, durante i funerali di due miliziani rimasti uccisi nei giorni scorsi. Il cessate il fuoco è stato rotto anche da sporadici tiri di mortaio verso il sud d’Israele. Il premier Benyamin Netanyahu si è detto soddisfatto dai bombardamenti, si è congratulato con le forze armate e ha lanciato pesanti accuse all’Iran che, a suo avviso, sarebbe dietro gli attacchi palestinesi di questi ultimi giorni. Una dura condanna di Israele è giunta dal premier turco, Recep Tayyip Erdogan. «Israele continua a bombardare la popolazione di Gaza, dopo non essere riuscito a finirla per fame», ha detto primo ministro parlando ai parlamentari del suo partito «Giustizia e sviluppo» (Akp) ad Ankara. Erdogan ha quindi chiesto alla comunità internazionale di intervenire per mettere fine al «massacro ».
Per inviare la propria opinione al Manifesto, cliccare sull'e-mail sottostante