Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
13/5/02 I consigli dell'ambasciatore Riflessione di Barbara Mella
Vorremmo commentare, ringraziandone l'autore, lo splendido fondo di Sergio Romano pubblicato sul Corriere di oggi, 11 maggio, ricco di antica saggezza e prodigo di preziosi consigli. Con la consueta sapienza del diplomatico di razza Romano ci spiega quanto sarebbe stata opportuna la scelta di ospitare tutti insieme i tredici palestinesi di Betlemme. Innanzitutto "era umanitaria", dice Romano, e ha perfettamente ragione: sarebbe davvero ora che qualcuno si decidesse a compiere un atto di umanità verso quelle povere creature costrette - israeliani fetenti! - a convivere per settimane con l'intollerabile puzzo di tutto il cibo che non riuscivano a consumare e che restava lì a marcire. Costrette, contro la propria etica e contro la propria coscienza, a raccontare perfino, pur di sbloccare la situazione, delle piccole ingenue bugie, come quella di essere costretti a nutrirsi dei radi fili d'erba che crescevano lì intorno - proprio come gli ebrei di Auschwitz. "La vicenda - spiega poi - era divenuta uno scandalo, non soltanto per l'opinione pubblica cattolica": parole sante! Come non giudicare scandaloso costringere duecento poveri palestinesi a vivere per oltre un mese su un'autentica santabarbara, decine di mine, centinaia di bombe, che un solo attimo di disattenzione avrebbe potuto far esplodere? Come tollerare una tale inumanità? E poi, prosegue il saggio Romano, "era un investimento politico da cui la diplomazia italiana avrebbe potuto ricavare in futuro qualche dividendo. Dopo avere ceduto alle richieste degli americani e della Santa Sede l'Italia, infatti, sarebbe stata in condizione di pretendere, soprattutto a Washington, un 'posto a tavola' ". Grande saggezza! Già Mussolini aveva capito l'importanza di poter gettare sul tavolo qualche migliaio di morti per potersi sedere da vincitori al tavolo delle trattative! A lui poi non è andata tanto bene, ma se Romano non fosse stato troppo giovane per poterlo consigliare ... Ma il contributo del grande saggio non si ferma qui. Ci dimostra anche che i tredici non avrebbero affatto rappresentato un pericolo: "Una volta giunti in Italia, i tredici palestinesi sarebbero stati troppo noti e visibili per diventare centro di trame terroristiche o bersaglio di azioni punitive": e infatti chi, fra tutti i cinquantasei e rotti milioni di italiani, non conosce ogni tratto dei loro visi? Chi non sarebbe in grado di riconoscerli anche se si tagliassero barba e baffi? E oltretutto "potrebbe persino sostenersi che il gesto avrebbe assicurato al nostro Paese una sorta di immunità territoriale". Vero. E comprovato: quando si paga il pizzo alla mafia si può essere certi che nessun "incidente" potrà capitare al nostro negozio, o alla nostra auto, o ai nostri figli. Le solite anime belle potrebbero obiettare che ciò non è molto etico ma, come giustamente ci ha insegnato il nostro ministro Lunardi, bisogna essere realistici: la mafia c'è e bisogna imparare a conviverci. I palestinesi ci sono e bisogna imparare a conviverci, e se sono terroristi, tanto peggio per chi non è disposto a pagare il pizzo. E vorremmo concludere questo commento con il "piatto forte" del fondo, in cui Romano dà prova di tutta la sua ineguagliabile dirittura morale: nel commentare il fatto che Berlusconi e Fini non hanno ritenuto opportuno comportarsi come, secondo lui, sarebbe stato giusto, chiarisce: "Non abbiamo il diritto di fare processi alle intenzioni e di pensare, ad esempio, che il governo, trattando i tredici palestinesi come terroristi, abbia voluto lanciare a Israele un segno di simpatia e di amicizia": eh certo! Sospettare qualcuno - oltretutto senza neanche averne le prove - di nutrire una qualche simpatia nei confronti di Israele, sarebbe davvero una mascalzonata di quelle grosse, imperdonabile, roba da beccarsi una denuncia per diffamazione! Ma il grande Sergio Romano è politico troppo navigato per rischiare di cadere in simili tranelli.