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Tra détente e guerra fredda: i refuseniks

Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.

Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.



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Corriere della Sera Rassegna Stampa
10.10.2011 Rinasce anche in Germania il movimento giovanile sionista Hashomer Hatzair
commento di Elisabetta Rosaspina

Testata: Corriere della Sera
Data: 10 ottobre 2011
Pagina: 36
Autore: Elisabetta Rosaspina
Titolo: «In Germania si chiude un cerchio, tornano i giovani pro kibbutz»

Riportiamo dal CORRIERE della SERA di oggi, 10/10/2011, a pag. 36, l'articolo di Elisabetta Rosaspina dal titolo " In Germania si chiude un cerchio, tornano i giovani pro kibbutz ".


Hashomer Hatzair

Hashomer Hatzair è uno dei vari movimenti giovanili ebraici presenti e attivi nella diaspora. Profondamente sionista, legato all'esperienza del kibbutz, non ha nulla a che vedere con l'ideologia che fa capo al quotidiano Haaretz.
Ecco il breve editoriale di Elisabetta Rosaspina:

C'è chi la vede come un cerchio, un cerchio che si chiude. E chi come il sigillo di una riconciliazione definitiva, o addirittura tardiva. E chi come una nuova opportunità per richiamare in Israele altri espatriati. Ciascuno può interpretare come meglio crede il senso della rinascita in Germania di Hashomer Hatzair, il movimento giovanile che cominciò a cercare di diffondere ideali sionisti, e in particolare la filosofia del kibbutz, fin dagli anni in cui Adolf Hitler ancora arringava gli avventori delle birrerie di Monaco. Ma il valore simbolico della riorganizzazione di un gruppo che contava quasi 50o persone quando Hitler conquistò il potere e che fu spazzato via dal nazismo cinque anni dopo, e infine fu oscurato dalle ben più imponenti dimensioni dell'Olocausto, non ha lasciato indifferenti gli israeliani, alla fine delle annuali celebrazioni dello Yom Kippur. Dopo 73 anni, ritorna. In Germania. Hashomer Hatzair aveva già ristabilito la sua presenza nel 1949, in Austria. Ma Berlino sembrava ancora lontana, poteva ancora evocare in qualche superstite gli incubi della lunga Notte dei Cristalli. II quotidiano Haaretz ha riservato alla notizia la prima pagina e un titolo sentimentale: «Eterna gioventù». Di quei giovani che, tra 111928 e 111938, concepirono e vagheggiarono la vita in un kibbutz pur vivendo ne restano pochi. Dovevano essere adolescenti come Yoav Burstein, che partì per la Palestina a 15 anni, proprio all'indomani del pogrom, e raggiunse il kibbutz dei suoi sogni. Sognano i kibbutz, adesso, i giovani ebrei in Germania? Vorrebbero davvero lasciare Berlino per Gerusalemme i diecimila israeliani contabilizzati dalla loro ambasciata? Izhar Ben-Nahum, ricercatore storico interpellato da Haaretz, è quasi brutale: «Se lo chiedete a me, non dovrebbero esserci ebrei in Germania». Ma è a loro che bisognerebbe chiederlo.

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