Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.
Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.
Geert Wilders si dissocia disgustato Ma lo riporta in poche righe un solo quotidiano
Testata: Corriere della Sera Data: 27 luglio 2011 Pagina: 17 Autore: Redazionale Titolo: «Wilders si dissocia: disgustato»
Una 'breve' di poche righe sul CORRIERE della SERA di oggi, 27/07/2011, a pag.17, con il titolo "Wilders si dissocia: disgustato". Poche righe, ma meglio di quanto hanno fatto tutti gli altri quotidiani: neanche una riga. Ecco la breve:
Geert Wilders
«Uno psicopatico solitario» , che niente ha a che fare con il movimento antislamico internazionale, di natura pacifica. Con queste parole, affidate a un comunicato pubblicato sul sito internet del suo partito, il Pvv, Partito della libertà, il capo dell'estrema destra olandese, Geert Wilders (foto Ansa-Epa), ha preso le distanze da Anders Breivik. Rispondendo ai giornali che lo hanno chiamato in causa per le sue posizioni xenofobe e anti Islam, il leader olandese (citato, con il suo partito, in diversi punti del manifesto di Breivik) si è detto «disgustato» dai richiami del terrorista. «Noi siamo democratici nell’anima e crediamo nelle urne, non nella violenza» .
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