Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Ecco un esempio di menzogna omissiva stampata sul Corriere della Sera
Testata: Corriere della Sera Data: 22 giugno 2011 Pagina: 15 Autore: La redazione del Corriere della Sera Titolo: «Case e scuole a Gaza. Arriva il sì di Israele»
GERUSALEMME— Il governo israeliano ha dato il permesso all’Onu di importare materiale da costruzione a Gaza per la realizzazione di due progetti di edilizia residenziale che prevedono 1.200 abitazioni e 18 scuole. «Abbiamo approvato la realizzazione di due grandi progetti dell’Unrwa (Agenzia Onu per i rifugiati palestinesi)— ha detto un funzionario israeliano— la costruzione di 18 scuole e di 1.200 unità abitative a Rafah e a Tall al-Sultan (sud di Gaza)» . Il coordinatore speciale delle Nazioni Unite per il processo di pace in Medio Oriente, Robert Serry, ha accolto con favore «questo passo importante» , aggiungendo che il valore totale dei progetti si aggira «intorno ai 100 milioni di dollari» . «Continueremo a lavorare — ha spiegato Serry — per realizzare questi progetti in modo tempestivo» .
Questa 'breve' è uscita sul CORRIERE della SERA di oggi, 22/06/2011, a pag.15, con il titolo "Case e scuole a Gaza. Arriva il sì di Israele". Il breve testo non aiuta a capire, il lettore potrebbe dedurne che Israele può impedire la costruzione di immobili a Gaza ! La verità è un'altra, Israele, per ovvi motivi di sicurezza, ha sempre cercato di esercitare il proprio controllo su tutte le importazioni verso Gaza, che è giudicato 'stato nemico'. Questo valeva anche per l'Egitto, ora non più dopo l'apertura del confine tra Egitto e Gaza. Molti materiali di costruzione possono avere scopi militari, era un non senso farli transitare con il consenso di Israele, quando Hamas si comporta nei confronti dello Stato ebraico nel modo che consociamo. Adesso c'è un responsabile del progetto, l'UNRWA, se arriveranno materiali sospetti Israele saprà a chi rivolgersi. IC redazione
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