Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Essere aperti al dialogo sì, ma senza essere sordi o ciechi impossibile trattare con chi vuole cancellarti
Testata: Corriere della Sera Data: 18 giugno 2011 Pagina: 58 Autore: Stefano Jesurum Titolo: «Appello a Freedom Flottilla & C. Restiamo umani anche noi con Gilad Shalit»
Riportiamo dal CORRIERE dela SERA di oggi, 18/06/2011, a pag. 58, l'articolo di Stefano Jesurum dal titolo "Appello a Freedom Flottilla & C. Restiamo umani anche noi con Gilad Shalit".
Stefano Jesurum
Jesurum scrive : " «Restiamo umani» è quello che hanno ripetuto anche l’altra sera in un teatro di Milano la cantante Noa e lo scrittore David Grossman. Con loro lo gridano — nella vita e nella sofferenza quotidiana, nella realtà vera— gli israeliani e i palestinesi del dialogo, della convivenza, della ricerca di una soluzione giusta. ". Se anche i palestinesi gridano per la pace, ci è sfuggito, Jesurum vuole segnalarci dove e quando? Noa e Grossman l'hnno urlato e tutti l'hanno sentito. I palestinesi, no. Ci dica Jesurum qual è la critica condivisibile della flottiglia, non riusciamo a intravederla. Bello lo slogan 'restiamo umani', peccato che l'avesse lanciato quell'Arrigoni ammazzato dai suoi amici palestinesi dpo una breve vita spesa contro Israele. Gentile Jesurum, insomma, si può essere aperti a ogni tipo di dialogo, ma la richiesta minima è di non essere sordi e spesso anche ciechi. Ecco il pezzo:
Il 25 giugno saranno cinque anni da quando il soldato, allora 19enne, Gilad Shalit è stato rapito in territorio israeliano (e non «catturato» in un’operazione di guerra nella Striscia occupata di Gaza). Sequestrato da un commando che lo ha poi consegnato nelle mani di Hamas. E proprio alla fine di giugno un gruppo di italiani s’imbarcherà sulle navi di Freedom Flottilla 2, destinazione Gaza. Uno degli slogan maggiormente usati dalla galassia filopalestinese più radicale — ambigua nel suo «pacifismo» a senso unico — è «Restiamo umani» . Un bello slogan, un ideale sacrosanto. «Restiamo umani» è quello che hanno ripetuto anche l’altra sera in un teatro di Milano la cantante Noa e lo scrittore David Grossman. Con loro lo gridano — nella vita e nella sofferenza quotidiana, nella realtà vera— gli israeliani e i palestinesi del dialogo, della convivenza, della ricerca di una soluzione giusta. Noa e Grossman hanno urlato ancora una volta che Israele è «il nostro luogo, la nostra patria, anche se l’instabilità, l’incertezza, il modo di governarlo ci stanno davvero stretti» , anche se troppo spesso l’attaccamento alla loro Terra è messo a dura prova. Grossman: «Anche se tutto ciò mi indurrebbe ad andarmene, so che questo non accadrà mai» . Altrettanto noi chiediamo agli uomini e alle donne di Freedom Flottilla 2 — e a chi li appoggia — non certo di rinnegare la propria aspra critica, legittima e talvolta condivisibile, ma di ricordarsi lo slogan «Restiamo umani» . Sulle loro navi, di fianco alla bandiera palestinese, srotolino anche un enorme striscione che chiede la liberazione di Gilad Shalit, innalzino cartelli in cui si dice che non è affatto umano lasciare chicchessia prigioniero senza processo, senza garanzie, senza colpe se non quella di esistere, senza visite né controlli della Croce Rossa o di organismi internazionali. Se non lo faranno, Freedom Flottilla &C. continuerà soltanto a portare odio, non aiuti. A fare, insomma, qualcosa di disumano.
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