Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Un sistema laico di buone leggi ? la Sharia, naturalmente Lo scrive Michele Giorgio sul quotidiano comunista
Testata: Il Manifesto Data: 01 maggio 2011 Pagina: 7 Autore: Michele Giorgio Titolo: «Ora Mubarak rischia la pena di morte»
Nel dare la notizia di un probabile processo contro Mubarak e la sua famiglia, con successiva condanna a morte, Michele Giorgio, sul MANIFESTO di oggi, 01/05/2011, a pag. 7, con il titolo " Ora Mubarak rischia la pena di morte " ci illumina sul senso di laicità che contraddistingue il giornale comunista di Rocca Cannuccia: Scrive infatti Giorgio, nel presentare la partecipazione dei Fratelli musulmani alle prossime elezioni : "Non sarà una forza politica teocratica», ha sottolineato il leader del Partito della Libertà e della Giustizia ". E Giorgio ci crede talmente, da dimenticare che sono stati proprio i Fratelli musulmani, che lui chiama "confraternita" ad aver voluto che rimanesse nella costituzione egiziana il richiamo alla Sharia, che deve essere a capo di tutte le leggi che governano il paese. Quindi il MANIFESTO ritiene la Sharia una istituzione laica. Buono a sapersi, lo ricordino i suoi lettori. Ecco l'articolo:
Poco più di tre mesi fa era uno dei capi di stato più influenti del Medio oriente e si preparava a passare lo scettro di presidente al figlio Gamal. Oggi HosniMubarak è un ex presidente ammalato, sotto inchiesta, e rischia la pena di morte se sarà giudicato colpevole di aver ordinato di sparare contro i manifestanti nei primi giorni della «rivoluzione del 25 gennaio» che ha portato alla sua caduta. A comunicarlo è stato il ministro della giustizia,Mohamed el Guindi, citato dal quotidiano al Ahram, che ha anche accusato Mubarak di aver diffuso la corruzione in Egitto durante il trentennio in cui è stato al potere e di aver elargito favori e poteri a coloro che hanno fatto parte del suo entourage. Il ministro Mohamed el Guindi non ha mancato anche di puntare il dito contro i suoi figli dell’ex raìs, Gamal e Alaa, e lamoglie Suzanne. Quest’ultima nei prossimi giorni verrà per la prima volta interrogata in merito alle accuse di aver accumulato ricchezze in modo illecito. Intanto i Fratelli Musulmani, la confraternita considerata per decenni l’avversariomeglio organizzato di Mubarak, ieri hanno annunciato ufficialmente la nascita del loro partito che parteciperà alle elezioni legislative previste a settembre. Si chiama Partito della Libertà e della Giustizia e sarà presieduto dall’ex capogruppo parlamentare MohamedMorsy. Docente alla facoltà di Ingegneria dell’Università di Zagazig, Morsy appartiene all’ala riformista del gruppo e ha confermato che il partito non presenterà un suo candidato alle presidenziali ma correrà nel 45-50% dei colleggi elettorali per le parlamentari. «Non sarà una forza politica teocratica», ha sottolineato il leader del Partito della Libertà e della Giustizia. Morsy sarà affiancato da Essam el- Erian, portavoce dei Fratelli Musulmani che prenderà la vice-presidenza, e da Saad El-Katatny, nominato segretario generale.
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