Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.
Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.
Iran: entra in funzione la centrale nucleare di Bushehr Obama prenderà dei provvedimenti ?
Testata: Il Sole 24 Ore Data: 28 novembre 2010 Pagina: 8 Autore: Vittorio Da Rold Titolo: «Parte il reattore nucleare iraniano»
Riportiamo dal SOLE 24 ORE di oggi, 28/11/2010, a pag. 8, l'articolo di Vittorio Da Rold dal titolo " Parte il reattore nucleare iraniano ".
Bushehr
Nonostante i cyber-attacchi con il virus Stuxnet che a luglio aveva colpito e paralizzato il sistema di controllo della centrale di Bushehr, l'Iran ha annunciato ieri che la sua prima centrale nucleare è entrata in funzione, anche se sarà pienamente operativa solo entro la fine di gennaio.
A dare la notizia in toni trionfalistici (ma la cautela è d'obbligo visto i ripetuti annunci poi sempre smentiti per imprecisati problemi tecnici) è stato il capo dell'agenzia atomica di Teheran, Ali Akhbar Salehi. «Abbiamo finito di installare tutte le barre di combustibile e chiuso la calotta del reattore di Bushehr e ora stiamo aspettando che l'acqua nel cuore del reattore si riscaldi poco a poco», ha spiegato. L'elettricità prodotta dalla centrale, che ha una capacità di 1.000 megawatt, dovrebbe essere immessa sulla rete elettrica nazionale «entro un mese o due».
La centrale della città del sud, iniziata ai tempi dello Shah (il progetto fu avviato negli anni 70 dalle imprese tedesche Siemens e Aeg-Telefunken e ripreso con la collaborazione della Russia dal 1995 per un costo stimato in un miliardo di dollari), era stata inaugurata ufficialmente ad agosto e a ottobre era iniziato l'inserimento del combustibile. Ma poi l'attacco dello Stuxnet aveva ritardato i lavori sebbene l'Iran abbia sempre negato che il ritardo sia stato conseguenza dei danni provocati dall'infezione da virus informatico.
La centrale rappresenta il cuore del controverso programma nucleare iraniano, anche se non viene affatto contestata dalla comunità internazionale perché sottoposta a controlli Aiea e l'uranio arricchito viene fornito da Mosca in base a un accordo che ne prevede la restituzione dopo l'impiego per evitare che possa essere usato per l'atomica. Insomma è Mosca che fa da garante che il combustibile sia usato solo per scopi civili, cioè produrre energia elettrica.
Salehi ha anche annunciato che a febbraio l'Iran ha prodotto 35 chili di combustibile nucleare arricchito al 20%, forse nell'impianto di Natanz o in quello di Qom e questo invece è il tasto dolente con l'Occidente.
L'arricchimento dell'uranio, che può servire anche per l'atomica, è il punto di maggiore contrasto con la comunità internazionale. L'annuncio di Salehi arriva a pochi giorni dalla probabile ripresa dei negoziati di Teheran con il 5+1 sul controverso programma nucleare iraniano, che dovrebbe avvenire il 5 dicembre, forse a a Ginevra. Si tratterebbe del primo incontro dall'ottobre 2009.
Intanto il capo di stato maggiore interforze statunitense, ammiraglio Mike Mullen, ha avvertito che l'Iran è sulla via di procurarsi armi atomiche con il suo programma nucleare e ha suggerito quindi un approccio «realistico» verso Teheran.
«Credo sempre che sia importante concentrarsi sul dialogo, concentrarsi sul confronto, ma occorre farlo con un atteggiamento realistico, tenendo presente se l'Iran dice la verità, si confronta o fa qualcosa», ha dichiarato Mullen in un'intervista alla Cnn.
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