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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Varie
20/5/02 GIORNALISTI: CHI STA A SENTIRE, CHI NO
Riflessione di Barbara Mella
Vari sono i criteri in base ai quali si possono distinguere diverse categorie di giornalisti; uno di questi può essere la disponibilità a rispondere ai lettori. Per i giornalisti anglosassoni rispondere è un punto d'onore, ma per quelli italiani non sembra essere così, anzi, sembrerebbe che per alcuni ciò rappresenti quasi una sorta di "abbassamento". Vorrei dunque tentare, sulla base di una pluridecennale esperienza in questo campo, di fare un quadro, sia pure approssimativo, della situazione.

Potrebbe sembrare scontato che i giornalisti rispondano alle lettere di apprezzamento, ma non è così, non tutti lo fanno. Nel mio caso lo hanno fatto Gian Antonio Stella, Antonio Socci, Marco Travaglio, Piero Ostellino e Umberto Eco. A lettere di critica hanno invece risposto Guido Olimpio, Massimo Alberizzi, Lorenzo Cremonesi, Paolo Lepri (vicecapo redattore esteri del Corriere della Sera), Maurizio Blondet, Ferdinando Camon, Ferruccio de Bortoli, Isabella Bossi Fedrigotti, Barbara Palombelli e, su tema diverso da quelli di cui ci occupiamo in questa sede, Giuliano Zincone. Inutile dire che raramente (unica eccezione: Giuliano Zincone) le risposte sono state tali da darmi soddisfazione, ma almeno possiamo dire che i sunnominati signori hanno ritenuto di dover spendere qualche minuto (qualcuno anche parecchio di più) per rispondere a una critica, motivare una scelta, chiarire una posizione. Qualcun altro invece non risponde mai: Sandro Curzi, per esempio, Elio Maraone, e Lilli Gruber. Lilli Gruber è in assoluto la giornalista - se così vogliamo chiamarla - a cui ho scritto più lettere, contestandole non solo i rabbiosi e livorosi attacchi a Israele, ma anche nomi, date, fatti sbagliati - e non è chiaro se per sbaglio o no. Certo che è difficile immaginare che si possa sbagliare così tanto solo per sbaglio. Verrebbe voglia di ritenere, esaminando la situazione, che, in generale (non in assoluto, proprio no) rispondano quei giornalisti che, pur nel loro modo a volte tutt'altro che corretto di fare informazione, sono almeno in qualche misura in buona fede, mentre non lo fanno quelli la cui malafede è totale, ma non vogliamo lanciarci in conclusioni troppo affrettate. Ah, dimenticavo: Luisa Morgantini: anche lei ha risposto. A una lunga, articolata, argomentata, documentata lettera ha risposto: "povera piccola". Quando si dice la ricchezza di argomenti!



Barbara Mella


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