Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Inghilterra: le cattive compagnie Cronaca di Michael Sfaradi
Testata: L'Opinione Data: 07 aprile 2010 Pagina: 9 Autore: Michael Sfaradi Titolo: «Perché l´Inghilterra sta aiutando gli Hezbollah?»
Riportiamo dall'OPINIONE di oggi, 07/04/2010, l'articolo di Michael Sfaradi dal titolo " Perché l´Inghilterra sta aiutando gli Hezbollah? ".
David Miliband, Michael Sfaradi
Spesso ci si chiede perché l'Europa non riesce ad avere influenza sulle questioni internazionali, la risposta è tanto ovvia per quanto disarmante: il vecchio continente non riuscirà mai ad avere importanza sullo scacchiere mondiale perché non ha e non avrà mai, una politica estera unitaria. Gli interessi dei suoi Stati membri, infatti, sono in concorrenza e spesso in contrasto fra loro. L'ultimo esempio in ordine di tempo lo ha rivelato il quotidiano libanese "Alakhbar" in un articolo apparso il 3 aprile e fino ad oggi ignorato dai media occidentali. Londra, nonostante l'Unione Europea abbia dichiarato Hamas nella striscia di Gaza, e Hezbollah nel Sud del Libano organizzazioni terroristiche, tramite la sua intelligence e per mezzo di intermediari, ha fatto pervenire alla milizia sciita Hezbollah un plico di documenti contenente, fra l´altro, le copie dei passaporti falsi utilizzati dal gruppo che ha eliminato l'esponente di Hamas Mahmoud al Mabhouh a Dubai. Anche se fino ad oggi non c´è nessuna prova che dietro la faccenda ci fosse il Mossad israeliano, a Londra si continua a darlo per scontato e dopo il tiramolla dell'espulsione del dirigente dell'ambasciata israeliana si è pensato di aggiungere benzina al fuoco dei rapporti con lo Stato ebraico, servendo su un piatto d'argento ai suoi più acerrimi nemici e le fotografie degli agenti impegnati a Dubai. Questa mossa, oltre a mettere a disagio gli alleati occidentali che fino ad ora hanno ignorato o fatto finta di ignorare l'accaduto, apre inquietanti scenari. Se fossero stati gli emirati a fornire tali informazioni ad una milizia armata legata a doppio filo all´Iran, nazione che da anni tiene il mondo intero con il fiato sospeso, si sarebbe potuto pensare ad un gesto legato all'amicizia pan-araba, ma che dietro il passaggio di informazioni ci possa essere il servizio segreto di una delle più importanti nazioni europee alleate nella guerra totale contro il terrorismo internazionale, deve far riflettere a fondo. Perché questi documenti, che sono legati all'uccisione di un esponente di Hamas, sono stati fatti recapitare ad Hezbollah che, fino a prova contraria, non era legata al caso "Dubai"? Mahmoud al Mabhouh trattava con i suoi contatti al fine di acquistare rampe missilistiche a media gittata, i sistemi missilistici erano destinati solamente alla striscia di Gaza o anche nel sud del Libano? Se Hezbollah, al contrario ha avuto parte attiva, è giustificato pensare che Al Mabhouh stava facendo acquisti anche per loro e la vicenda, in questo caso, si arricchirebbe di un nuovo personaggio che fino ad ora era rimasto nell'ombra. Visto però il destinatario delle informazioni abbiamo la prova che il governo britannico ne era a conoscenza; le cancellerie dei governi alleati erano state avvertite su quanto stava accadendo? La "rabbia" inglese sulla questione dei passaporti falsi è stata fin dall'inizio violenta e con il dito accusatorio rivolto verso Gerusalemme, inizialmente anche la Francia, la Germania ed altre nazioni stavano seguendo la linea tracciata dal Foreign Office, ma con il passare dei giorni e la mancanza di prove certe hanno però saggiamente lasciato cadere nel dimenticatoio le accuse contro Israele; soltanto la Gran Bretagna continua a tenere vivo il caso e le accuse: perché? La risposta, visti comportamenti e notizie che cominciano ad uscire allo scoperto, potrebbe essere che l'uccisione di Dubai possa aver rotto le "uova nel paniere" di non meglio precisati interessi britannici.
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