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Paola Concia: "Il 25 Aprile è morto qui, oggi"

Prima di parlare di quanto è successo sabato 25 aprile in tutta Italia, voglio mettere qualche puntino sulle i. La sera di sabato, a manifestazioni concluse, ho ascoltato durante la trasmissione 4 di sera, un tizio evidentemente di sinistra, di cui non so il nome perchè era già iniziata la trasmissione, che esaltava il Bella Ciao. Sono inorridita per le bugie che stava raccontando riguardo alla famosa canzone. Diceva in sostanza che la cantavano i partigiani, che tutti dovremmo cantarla come un inno. Allora, in poche parole, spiegherò la storia di questa canzone, tradotta ormai in tutte le lingue, persino in giapponese, perché è orecchiabile e, sentita una volta, non la si dimentica più.. La sua melodia nacque nel 1919 come musica Klezmer, un genere musicale degli ebrei ashkenaziti ( e qui i sinistri dovrebbero già inorridire). La fece conoscere un fisarmonicista ebreo che la suonava ai matrimoni e alle celebrazioni religiose. Nessun combattente, soldato o partigiano italiano l'ha mai cantata durante la guerra perché semplicemente non la conosceva. Fu scoperta quasi 20 anni dopo la fine della guerra quando fu presentata al Festival dei Due Mondi dal Canzoniere Italiano, nel 1964. 

Ascoltando quello che raccontava il tizio in collegamento, mi aspettavo che nello studio di 4 di sera qualcuno lo contraddicesse ma come al solito: silenzio! Il silenzio impera negli studi televisivi quando si tratta di ripristinare la verità. Tutti ignoranti o in mala fede? Forse entrambe le cose ma allora si va a zappare la terra non si fa i giornalisti e gli opinionisti. 

E adesso veniamo alla vera porcheria, al 25 Aprile. Succede ogni anno che la Brigata Ebraica vengo fermata, insultata, persino presa a bastonate (era accaduto a Roma un paio di anni fa)  ma quest'anno i nazi.comunisti hanno superato il limite. "Siete solo saponette mancate…fuori, fuori, assassini…". Tutto questo sventolando le bandiere di chi, durante la guerra, era alleato con i nazisti e partecipava all'assassinio di ebrei, nei campi di concentramento dei Balcani,  come SS palestinesi. Le aveva create da Amin al-Hussseini, amico di Hitler,  che voleva importare la Shoah anche in Medio Oriente.  

I propal e tutti gli altri criminali che quest'anno hanno distrutto il 25 Aprile, non sono altro che i nipotini dei nazisti e come i loro antenati vorrebbero ammazzare tutti gli ebrei. Infatti hanno applaudito fino a spellarsi le mani i massacri del 7 Ottobre 2023 commessi dai nazi-palestinesi. 

I partecipanti con i vessilli della Brigata Ebraica, che camminavano muti e ordinati,  sono stati fatti uscire dai cortei scortati dalla polizia per aver salva la vita. Ancora una volta i Giusti hanno dovuto lasciare il posto alle bestie feroci. Sabato non si è celebrata la libertà ma la criminalità. I 5000 ebrei della Brigata, arrivati dall'allora Palestina del Mandato Britannico, si erano arruolati con le forze alleate per liberare l'Italia dai nazifascisti e sono morti per questo. Hanno dato la loro vita per gli italiani e oggi, 80 anni dopo,  i discendenti delinquenti degli italiani liberati dalla Brigata Ebraica, come dagli inglesi e americani, sputano, urlano, offendono e cacciano chi porta orgogliosamente le bandiere e i simboli di quegli eroi venuti a morire… per chi? Per questi fanatici criminali ammiratori dei nazisti palestinesi e di tutte le dittature compresa quella iraniana? Perché quest'anno non se la sono presa solo con gli ebrei. Hanno fatto uscire chi portava la bandiera dell'Ucraina e un gruppo di iraniani che, vicino a quella israeliana, alzava la bandiera della Persia, non dell'Iran degli ayatollah e dei pasdaran, della Persia e della sua antica civiltà.

I propal, gli antagonisti, le sinistre in genere amano le dittature, adorano gli assassini, odiano tutte le democrazie e chi si batte perché sopravvivano. Il 25 Aprile è diventato una celebrazione vuota, inutile e pericolosa finchè le forze dell'ordine lasceranno libere le bestie feroci e faranno uscire dai cortei chi legittimamente deve parteciparvi. 

Quello che dovrebbe essere un giorno di gioia e libertà è diventato, anno dopo anno, il giorno della confusione morale, della violenza, dei cortei filo nazisti inneggianti agli assassini anziché onorare le vittime. 

Ha ragione Paola Concia, una donna Giusta, Il 25 Aprile è morto con le parole "Siete solo saponette mancate".

Deborah Fait



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Informazione Corretta Rassegna Stampa
29.03.2010 Il declino dell'Occidente
Analisi di Zvi Mazel

Testata: Informazione Corretta
Data: 29 marzo 2010
Pagina: 1
Autore: Zvi Mazel
Titolo: «Il declino dell'Occidente»

" Il declino dell'Occidente ", di Zvi Mazel
(Traduzione di Emanuel Segre Amar)


Eurabia in arrivo

L'azione dell'Inghilterra contro Israele si inquadra nel movimento europeo
di acquiescenza all'islam.

Premesse

Osama Bin Laden se la deve ridere di gusto mentre sta macchinando le
prossime azioni contro l'Europa nella sua caverna polverosa nascosta in
qualche valle tra Pakistan ed Afghanistan. Ancora una volta la Gran
Bretagna ha dimostrato quale fedele alleato è capace di essere. Uno può
davvero aver fiducia nell'Occidente: la democrazia va benissimo per i
terroristi. Essa considera il terrore come un attacco regolare nei
confronti della società, e di conseguenza tratta con esso. Non conta niente
il fatto che Bin Laden, Khaled Mashaal, Hassan Nasrallah, Mahmoud
Ahmadinejad ed i loro simili abbiano dichiarato di fatto guerra alla
società occidentale ed ai suoi valori, e si siano alleati per ottenere
insieme il miglior risultato: il primo obiettivo nella loro lista è
Israele.
Questa non è una guerra convenzionale ma piuttosto un qualcosa di molto
più insidioso e pericoloso. I terroristi si nascondono in mezzo ai civili
per colpire civili. Questa è una flagrante violazione delle leggi
internazionali, e tutte le convenzioni che riguardano le regole di ingaggio
dovrebbero obbligare le nazioni occidentali ad unirsi per combattere questo
moderno flagello. Si devono ricercare e neutralizzare questi terroristi.
Come gli USA, anche l'Inghilterra manda i suoi uomini migliori dei servizi
segreti a scovare e uccidere terroristi ovunque si nascondano, dall'Irlanda
a Gibilterra all'Afghanistan. Ovviamente usano vari passaporti del
Commonwealth. Ma basta che un capo terrorista, un uomo che ha
ucciso, un uomo che è stato uno degli artefici delle strategie per
riempire Gaza di armi, proprio le armi utilizzate contro i cittadini
israeliani muoia in circostanze sospette, e tutti gli indici si levano ad
additare come sicuro colpevole Israele.
La Gran Bretagna, una nazione che ha ha offerto il suo benvenuto a così
tanti pluriassassini islamici (Abu Hamza al-Masri, Abu Qatada che veniva
considerato il rappresentante di Bin Laden in Europa, per non citarne che
due soltanto), che ha concesso loro asilo politico con la motivazione che
in patria verrebbero messi a morte per i crimini che vi hanno commesso; la
Gran Bretagna, contro i cui cittadini proprio i seguaci di questi assassini
hanno lanciato tremendi attacchi mortali nel 2005, ha ora deciso che è
giunto il momento di una pausa.
Con l'espulsione di un diplomatico israeliano vorrebbe far vedere al mondo
che un uso scorretto dei suoi passaporti non resta impunito.
Questa mossa è stata naturalmente accolta con grande entusiasmo a
Gaza, luogo nel quale alcuni cittadini britannici sono stati tenuti
prigionieri, senza motivo, in un recente passato. Questa azione contro
Israele viene vista come un indebolimento dello stato nella sua lotta
contro il terrore, e si inquadra perfettamente nello sforzo attuale
dell'Europa di compiacere l'Islam a qualsiasi costo. E non vi è luogo nel
quale questo tentativo sia più evidente che in Inghilterra.
L'arcivescovo di Canterbury, la massima autorità religiosa della nazione,
si esprime in favore dell'introduzione della shari'a - la legge islamica -
nel codice britannico. Corti islamiche, del tutto illegali, emettono
sentenze che sono in totale violazione delle leggi locali.
Organizzazioni islamiche estremiste, in collaborazione con gruppi di estrema
sinistra, fanno dimostrazioni contro Israele reclamando il boicottaggio dei
suoi prodotti e della sua cultura. Il governo inglese rimane silente in nome
della libertà di opinione e di parola, mentre la libertà di parola dei
rappresentanti di Israele è severamente ridotta, ed essi sono messi
nell'impossibilità di difendere le posizioni di Israele nelle università e
nelle sedi pubbliche.
Quello che appare più grave è il fatto che stiamo parlando di due nazioni
considerate amiche; non sono forse entrambe delle democrazie basate su un
sistema parlamentare? Non sono entrambe impegnate per i diritti umani e per
La libertà di parola? E non lottano entrambe contro il terrorismo?
Ed allora, come può l'Inghilterra dimenticare, per propria convenienza, le
minacce portate contro Israele, giorno dopo giorno, da queste
organizzazioni terroristiche, ed i loro attentati che non smettono mai di
uccidere civili israeliani, mentre intanto immagazzinano armi per la
prossima guerra?
In Iraq, in Afghanistan e ovunque nel mondo sono stati uccisi dalle truppe
alleate molti più civili che a Gaza, ma nessuno pensa ad un altro Rapporto
Goldstone.
Mentre gli ufficiali e i diplomatici israeliani sono minacciati di arresto
se mettono piede sul suolo britannico, nessun soldato alleato o ufficiale
corre un simile rischio. C'è qualcuno in grado di spiegare perché?
Alcuni commentatori israeliani si sono affrettati a scrivere che in fondo
tutto l'affaire non era poi così male, molto rumore per nulla, e che le
azioni di Israele avevano lasciato ben poche scelte all'Inghilterra su
quanto andava fatto. Ma si sbagliano. Si sarebbero potute prendere delle
decisioni in merito con efficacia ma con discrezione. Condannare Israele
pubblicamente manda un messaggio sbagliato. E' un chiaro incoraggiamento ai suoi nemici che viene dalla parte dell'asse del male.
D'altra parte tutto questo si accorda perfettamente con i colloqui che gli
inglesi hanno iniziato con Hezbollah dietro la scusa pretestuosa, se non
fraudolenta, che il dialogo avviene con gli esponenti politici
dell'organizzazione. Nasrallah non fa mistero delle sue intenzioni di
distruggere Israele, e lo ripete spesso e ripetutamente. E così le nazioni
arabe stanno ora aspettando di vedere, con entusiasmo e con gioia, quale
altra nazione occidentale seguirà le orme dell'Inghilterra.
Qualcuno si potrebbe chiedere che cosa potrebbe portare di buono
l'indebolimento di Israele, ma non vi è una risposta. Un politico
italiano mi ha detto recentemente: "L'Europa sta troppo bene: non ha
nessuna voglia di combattere realmente contro il terrorismo né di fermare
l'onda islamica che minaccia di annientarla. Amico mio, voi siete soli".

L'autore è stato Ambasciatore in Romania, Egitto e Svezia e membro del
Centro di Gerusalemme degli Affari Pubblici.


http://www.informazionecorretta.it/main.php?sez=90

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