Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.
Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.
La settimana scorsa a PRIMA PAGINA era Ugo Tramballi a commentare i quotidiani italiani.
Ugo Tramballi
Nel corso di alcune puntate ha esposto diverse teorie sulla situazione in Medio Oriente. Secondo Ugo Tramballi : " E' importante, fondamentale conoscere bene la storia: nella guerra dei 6 giorni è stato Israele ad attaccare, non i paesi arabi. Bisogna restituire i territori perché i palestinesi sono lì ". Che importa se da sempre Israele ha dovuto difendersi dagli attacchi dei Paesi arabi limitrofi, contrari alla sua esistenza dal giorno della sua fondazione? Nella guerra dei 6 giorni ha fatto opera di prevenzione, usando insieme alla forze l'intelligenza. Gli stati arabi erano convinti che Israele aspettasse di essere distrutta. Il discorso dei profughi, poi, è molto più complesso di come lo fa Tramballi. Per esempio occorrerebbe specificare per quale motivo esistono i profughi. La colpa non è di Israele, ma dei Paesi arabi che, quando Israele è stato fondato, hanno terrorizzato la popolazione araba locale, invitandola a fuggire per evitare la morte certa sotto Israele. I profughi sono così scappati da Israele, ma non sono mai stati accolti dai loro fratelli arabi che li hanno resi tali. Meglio tenerli sul confine, esasperando la loro esistenza e sfruttandoli come terroristi. Oppure accoglierli, come ha fatto il Libano, ma limitando la loro vita con infiniti divieti che rendono la loro quotidianità impossibile. Tramballi, poi, ha dichiarato che : "Hamas non odia gli ebrei in quanto tali, ma solo gli ebrei in quanto israeliani ". Non è la stessa cosa? Israele è lo Stato ebraico. Odiare un suo cittadino ebreo non è diverso da odiare un ebreo qualunque residente in qualunque parte del mondo. Hamas è un'associazione terroristica antisemita che ha nel proprio statuto l'impegno a disruggere Israele. Non è perciò possibile giustificare nessuna delle sue azioni. Sempre nel corso della settimana, Tramballi ha dato molto rilievo alla morte del terrorista di Hamas a Dubai, senza specificare il ruolo che ricopriva, le sue implicazioni con l'Iran e la sua responsabilità di attentati contro la popolazione israeliana. La chicca è la sua 'analisi' sulle cause della seconda intifada. A suo avviso i palestinesi l'hanno fatta esplodere non solo come reazione agli insediamenti israeliani ma anche perchè erano stufi dell'autorità di Arafat e speravano di veder nascere l'inizio di una democrazia simile a quella israeliana. La seconda intifada non è stata nè una reazione agli insediamenti israeliani nè la volontà di destituire Arafat. Ai terroristi della seconda intifada interessava solo una cosa: ammazzare più ebrei israeliani possibile e cancellare lo Stato ebraico. La democrazia non interessa ai dirigenti palestinesi, nemmeno a quelli erroneamente definiti moderati come Abu Mazen. Lo dimostrano le loro azioni. Per quanto riguarda la figura di Arafat, le manifestazioni in suo onore dimostrano quanto i palestinesi lo amassero, anche se non era altro che un terrorista assassino. Non ci stupisce che Tramballi abbia rilasciato dichiarazioni di questo genere, non sono niente di diverso rispetto al contenuto dei suoi articoli sul SOLE 24 ORE. Invitiamo i lettori di IC a scrivere a PRIMA PAGINA e a protestare per le dichiarazioni di Ugo Tramballi la settimana scorsa, cliccando sull'e-mail sottostante primapagina@rai.it e anche al SOLE24ORE, alla attenzione del direttore Gianni Riotta, per chiedergli se condivide le dichiarazioni di Tramballi a Prima Pagina. letterealsole@ilsole24ore.it