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Rassegna Stampa
05.01.2010 Capodanno ad Eilat
Raccontato da Peppino Caldarola

Testata:
Autore: Peppino Caldarola
Titolo: «Capodanno blindato in Israele»

Riportiamo dal RIFORMISTA di oggi, 05/01/2010, l'articolo di Peppino Caldarola dal titolo " Capodanno blindato in Israele ".


Eilat

Immaginatevi Rimini in mezzo al deserto con di fronte un mare limpido pieno dipesci e a un paio di chilometri da un lato la Giordania e dall' altro l' Egitto. Questa è Eilat. Qui ci sono venticinque gradi ma sembrano trenta, la gente si butta in mare come in agosto, una musica chiassosa ti affligge in molti punti della spiaggia, nei ristoranti quando scoprono che sei italiano ti parlano in spagnolo. I vacanzieri di Eilat sono prevalentemente israeliani e fra gli israeliani prevalentemente russi, molti americani, qualche francese, ho contato, dopo una lunga passeggiata nell affollato lungomare, un altra sola famiglia italiana. Sbagliano gli italiani a non venire qui. Ma se volete un bel posto senza italiani venite qui. I controlli di sicurezza per le partenze interne sono, se è possibile, ancora pi severi. Quei ragazzi sbrigativi che hanno fatto infuriare all aeroporto Ben Gurion Vittorio Sgarbi sono ancora più meticolosi se da Tel Aviv vai in altre città. Un mio amico diplomatico israeliano in Oriente è venuto ad accompagnarci prima dell'imbarco per Eilat per evitarci noiosi interrogatori. Invece il ragazzo della sicurezza era molto divertito nel farci le domande sulle ragioni della nostra assidua frequentazione di Israele. A una signora con un grande cognome che si recava a Eilat in casa di un amica pare che abbiano chiesto come mai lei così ricca sifaceva ospitare gratis in una casa privata. Gli israeliani sono avviliti da questi controlli. Ma è l'unico prezzo da pagare.

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