Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Louis-Ferdinand Céline era antisemita. Impossibile riabilitarlo Karl Orend non ha letto 'Bagattelle per un massacro' ?
Testata: Libero Data: 28 ottobre 2009 Pagina: 35 Autore: La redazione di Libero Titolo: «Céline riabilitato. 'Era un umanista, non un antisemita'»
Riportiamo da LIBERO di oggi, 28/10/2009, a pag. 35, la breve dal titolo " Céline riabilitato. 'Era un umanista, non un antisemita' ".
Louis-Ferdinad Céline
Lousi Ferdinand Céline non era antisemita? Anche se ha scritto 'Bagattelle per un massacro', uno dei testi più odiosamente antisemiti come il Mein Kampf?
Lo scrittore francese Louis-Ferdinand Céline (1894-1961) non fu antisemita. Sul “Times Literary Supplement”, il saggista Karl Orend riabilita l’autore di Bagatelles pour un massacre, L'école des cadavres e Les beaux draps, a suo avviso scritti «in forma di avvertimento, di appello ad evitare nuovi massacri». E la polemica rimbalza sul sito del “Nouvel Observateure”, che anticipa un articolo in uscita sul mensile “Books”. Secondo Orend, Céline era un umanista incompreso, l’idea di una cospirazione ebraica molto diffusa nel periodo fra le due guerre e Bagatelles pour un massacre un «esercizio di stile», come già sostenuto dallo scrittore André Gide (1869-1951). Mentre la partenza forzata dalla Francia nel 1945 a causa delle accuse di collaborazionismo fu il risultato di un «linciaggio mediatico», coronato dall’assassinio del suo editore, Robert Denoël, nel dicembre dello stesso anno. «La ragione per la quale Céline è inviso è semplice», ha scritto Orend. «Ci ricorda le menzogne che le persone hanno scritto per dissimulare la loro vergogna per aver lasciato correre l’Olocausto».
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