Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
I pensionati hanno molto tempo libero Troppo. Prodi in visita a Nablus. Cronaca di Francesco Battistini
Testata: Corriere della Sera Data: 09 ottobre 2009 Pagina: 19 Autore: Francesco Battistini Titolo: «Prodi a Nablus: Sulla Palestina manca l’Europa»
Riportiamo dal CORRIERE della SERA di oggi, 09/10/2009, a pag. 19, l'articolo di Francesco Battistini dal titolo " Prodi a Nablus: Sulla Palestina manca l’Europa ".
Romano Prodi
Prodi dichiara, riguardo alla situazione in Medio Oriente : " Il problema è che non si vede l'Europa. C'è sul tavolo la questione degli insediamenti. Ma sono gli americani, a esigerlo. Gli europei non li vedo ". Non è ben chiaro in quale veste Romano Prodi sia in Cisgiordania e faccia queste dichiarazioni, comunque Abu Mazen è appena stato in visita a Roma, dove gli è stata costruita una lussuosa "ambasciata" per il suo Stato inesistente e dove sindaco, Ministro degli Esteri e premier hanno dichiarato che Israele deve congelare gli insediamenti. Prodi desidera altro? Ci chiediamo se si è divertito a guardare la pacchiana villa palladiana costruita a Nablus dal suo amico Munib al-Masri, il "Paperone palestinese". In quanto all' "Europa che non c'è", perchè non si informa sulla fine che hanno fatto i miliardi di $ piovuti sulla Palestina e subito volatilizzati ? Ecco l'articolo:
NABLUS (Cisgiordania) — « Il problema è che non si vede l'Europa. C'è sul tavolo la questione degli insediamenti. Ma sono gli americani, a esigerlo. Gli europei non li vedo». D'Europa intorno se ne vede fin troppa, mentre Romano Prodi passeggia tra finti stucchi palladiani e arazzi veneziani, ospite dell villa che s'è costruito sulle alture di Nablus il suo amico Munib al-Masri, il Paperone palestinese. Ma è un'Europa in facsimile: «Più che a noi, gli arabi guardano a Obama. Ci vuole tempo. Non troppo, però: per il presidente americano è già scattato il semaforo giallo». In missione privata, di ritorno dal Sudan, Prodi prima vede Shimon Peres e poi partecipa all'incontro interconfessionale di Palazzo Masri, fra l'ex patriarca cristiano Michel Sabbah e lo sceicco Taysir al-Tamini, dove ascolta interventi appassionati contro «la trasformazione di Gerusalemme in una città ebraica». In vista dei colloqui Fatah-Hamas, il Professore lancia un appello per l'unità palestinese. E' l'inizio d'un impegno diretto in Medio Oriente? «Nessuno me l'ha chiesto. Sono qui a osservare».
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