Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
L'antigiudaismo e le sue radici religiose e politiche Che Marco Roncalli interpreta con parecchi errori
Testata: Avvenire Data: 07 ottobre 2009 Pagina: 25 Autore: Marco Roncalli Titolo: «Antisemitismo: radice politiche e pure religiose»
Riportiamo dall'AVVENIRE del 06/10/2009, a pag. 25, l'editoriale di Marco Roncalli dal titolo " Antisemitismo: radice politiche e pure religiose ".
Riferendosi alla conquista romana di Gerusalemme e alla distruzione del Tempio Roncalli scrive che fu : "Una risposta cruenta, ma finalizzata non a eliminare una rivale, bensì a punire una città ribelle ". Roncalli si sbaglia. Furono deportati gli ebrei a Roma, distrutto il Tempio, cambiato il nome allo Stato, niente più Israele ma Falistin, la stessa Gerusalemme divenne Aela Capitolina ! Non era una "punizione", ma la cancellazione dell'avversario. La frase " Già nei primi secoli non è dal grembo della differenziazione fra ebraismo e cristianesimo che nasce quell´odio reciproco gravido di future terribili prove? " contiene un errore gigantesco. Roncalli scrive di odio reciproco, ma mentre i cattolici perseguitarono gli ebrei nel corso della storia, non avvenne mai il contrario. A Roncalli, che ha le idee confuse in fatto di antigiudaismo e delle sue origini, consigliamo di approfondire l'argomento. Ci sono tantissimi testi disponibili. Ecco l'articolo di Marco Roncalli :
Marco Roncalli
L´ostilità nei confronti degli ebrei? Vecchia almeno tremila anni, insegnava Paolo De Benedetti. Dunque registrata ben prima dell´età cristiana: sia che abbia ragione la «Storia dell´antisemitismo» di Léon Poliakov dove se ne minimizza la diffusione (eccezion fatta per Alessandria), sia che la abbia «Giudeofobia» di Peter Schäfer con il suo rigoglioso antisemitismo precristiano emerso nell´Antico Egitto e consolidatosi nell´incontro-scontro con l´ellenismo. Già. E se invece avesse ragione Jasper Griffin che parla di rari episodi senza valore? La discussione pare destinata a riaprirsi: attenta alle cause di quell´odio antico e alle sue conseguenze fra i (primi?) cristiani. A riaccenderla Paolo Mieli, che domenica sul «Corriere» si è misurato con il saggio di Martin Goodman «Roma e Gerusalemme. Lo scontro delle civiltà antiche» in uscita da Laterza. Due pagine ad interrogarsi - con l´autore recensito - su parecchi punti. Innanzitutto i motivi dell´urto fra romani e giudei che provocò nel 70 d. C. la presa di Gerusalemme da parte di Tito, la carneficina, la distruzione del Tempio e poi di tutta la città (sulle cui rovine Adriano costruirà - inaccessibile ai giudei - Aelia Capitolina). Eppure sino a questa cesura i Romani erano stati tolleranti con gli ebrei quanto con gli altri popoli dell´Impero. Perché una repressione così brutale? Riconosciuto che la rottura fra Roma e Gerusalemme era evitabile, Goodman - sintetizza Mieli - perviene a una conclusione: «Fu la lotta per il potere a Roma che provocò la catastrofe». Lo storico inglese vi arriva scandagliando il contesto di diffusa mediocrità dei governatori romani della Giudea (che catalizzarono il malcontento nel I secolo), poi il casus belli nel 66, con i sacerdoti del Tempio che avevano sfidato le autorità romane, e quel che ne seguì... Una risposta cruenta, ma finalizzata non a eliminare una rivale, bensì a punire una città ribelle. Una strategia così esemplare, sembra, da indurre i primi cristiani non solo a prendere le distanze ma persino a condividere l´ostilità romana nei confronti degli ebrei. È un altro dei temi toccati. Ma si può sostenere che l´antigiudaismo cristiano nasce come conseguenza dell´avversione pagana? E davvero i seguaci di Gesù attaccano il giudaismo per compiacere ai romani? Escluso che al centro dell´intervento di Mieli vi siano problemi quali l´età dell´antisemitismo (quasi si trattasse di richiamare precedenti da quando l´«elezione» divenne sinonimo di «persecuzione»), il suo risalto alle ricerche di Goodman finisce per spiegare al lettore l´origine di un´ostilità tanto peculiare con ragioni politiche. Vero. Ma non è pur vero che, sebbene politicamente negli appetiti di questo o quel sovrano, gli ebrei - come comunità religiosa - scossero ben altro? O dobbiamo buttare la letteratura che ha spiegato l´insorgere dell´antigiudaismo come risposta ad esclusivismo religioso? Già nei primi secoli non è dal grembo della differenziazione fra ebraismo e cristianesimo che nasce quell´odio reciproco gravido di future terribili prove? E in gioco non erano anche i conflitti ermeneutici sul significato della prima e della nuova Alleanza? Il cardinal Etchegaray affermava tempo fa: «Senza dubbio l´antisemitismo sorse prima della cristianità ed ebbe anche radici pagane, ma occorre ammettere che venne rafforzato nell´ambiente cristiano da quegli argomenti pseudo-teologici che diminuiranno la capacità di resistere da parte di molti cristiani quando l´antisemitismo nazista si è manifestato con tutta la sua brutalità». Come dargli torto?
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