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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Corriere della Sera Rassegna Stampa
31.08.2009 Caro Zeffirelli, si dissoci dall’appello per Farouk Hosni
La lettera aperta di Pierluigi Battista

Testata: Corriere della Sera
Data: 31 agosto 2009
Pagina: 35
Autore: Pierluigi Battista
Titolo: «Caro Zeffirelli, si dissoci dall’appello»

Riportiamo dal CORRIERE della SERA di oggi, 31/08/2009, a pag. 35, l'articolo di Pierluigi Battista dal titolo " Caro Zeffirelli, si dissoci dall’appello ".

Gentile Franco Zeffirelli, davvero non si capisce perché lei, sempre orgogliosamente refrattario all’arruolamento firmaiolo, proprio stavolta ab­bia ceduto alla tentazione presenzialista sotto­scrivendo uno sconfortante appello. Come ha ri­ferito Dino Messina sul Corriere , lei, accettando la variegata compagnia di Gian Luigi Rondi e Renato Nicolini, Manuela Kustermann e il critico d’arte dell ’Osservatore Romano San­dro Barbagallo, ha infatti auspicato che un antisemita, Fa­rouk Hosni, possa essere premiato con la poltrona di diret­tore generale dell’Unesco, un organismo internazionale vo­tato alla difesa dei valori della tolleranza e del rispetto uni­versale. Un errore grossolano, non le pare?
Forse «antisemita» è troppo? Ma un ministro egiziano della Cultura che promette di «bruciare personalmente i li­bri israeliani se ne trovassi nelle librerie in Egitto», se non è «antisemita» allora cos’è? E se un personaggio come Hosni si batte come un leone perché al Cairo non procedano i lavo­ri per un museo della cultura e dell’arte ebraica, hanno avu­to torto Bernard-Henri Lévy, Claude Lanzmann ed Elie Wie­sel a lanciare l’allarme per una candidatura così sciagurata? Voi sostenete, un po’ imprudentemente, che le parole di Ho­sni sono «state mal tradotte e male interpretate»: eccesso di zelo, giacché è stato lo stesso Hosni a scusarsene (tardiva­mente). E poi il candidato al­l’Unesco a favore del quale lei ha deciso di spendersi con tan­ta generosità è un recidivo del­l’odio per Israele. Una volta eb­be ad affermare che la cultura israeliana è addirittura «inuma­na ». In un’altra circostanza ha denunciato «l’infiltrazione de­gli ebrei nei mass media inter­nazionali ». Se non bastasse, è notoria la sua amicizia cordiale con Roger Garaudy, uno de­gli esponenti di punta dell’internazionale negazionista che considera la Shoah una «menzogna» diffusa ad arte dal sio­nismo per legittimare lo Stato di Israele.
Maestro Zeffirelli, non le basta tutto questo per riconosce­re l’errore della sua adesione all’appello che intende favori­re la nomina di un antisemita ai vertici dell’Unesco? Lei che è un veterano delle battaglie anticonformiste, un cultore del bel gesto coraggioso fino alla temerarietà, non potrebbe dis­sociarsi con spettacolare evidenza dall’appello così frettolo­samente sottoscritto? Forse lei non era a conoscenza della pervicace vocazione del signor Hosni all’invettiva antiebrai­ca e anti-israeliana, ma adesso davvero lei non sente nessun imbarazzo a sposare la causa di un uomo che farnetica di «infiltrazioni degli ebrei» e che auspica addirittura il rogo dei libri israeliani? E che credibilità potrebbe avere l’Unesco se al suo vertice operasse un dirigente che vorrebbe incene­rire i libri di Yehoshua, Amos Oz, David Grossmann? Ci ri­pensi, Maestro Zeffirelli. Può sempre capitare di sottoscrive­re un appello sbagliato. Basta accorgersene in tempo. Con
cordialità e stima.

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