Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
L'Iran riarma Hezbollah l'analisi di Guido Olimpio
Testata: Corriere della Sera Data: 07 ottobre 2008 Pagina: 0 Autore: Guido Olimpio Titolo: «Più armi e uomini, l'Iran riorganizza Hezbollah»
Dal CORRIERE del SERA del 7 ottobre 2008:
WASHINGTON — Il suo nome è Mohammed Reza Zahedi, alias Hassan Mahdavi. Ed è l'uomo degli intrighi al quale Teheran ha affidato il comando dei pasdaran in Libano. Con una missione speciale: coordinare le attività segrete degli Hezbollah. Sarà lui a tenere i rapporti tra l'apparato clandestino e i servizi siriani, sarà ancora lui ad assistere i militanti nella costruzione di nuove posizioni nel Libano meridionale e a garantire un flusso continuo di armi. Zahedi – secondo fonti libanesi a Washington — eredita la posizione tenuta fino a febbraio da Imad Mughniyeh, l'alto esponente Hezbollah ucciso a Damasco dall'esplosione di un'autobomba. Dal giorno dell'omicidio — era il 12 febbraio – il movimento libanese pro-Iran aveva affidato le attività clandestine a un «comitato collettivo », un modo per garantire la sopravvivenza in caso di un altro attacco da parte dei tanti nemici (Israele, i sauditi, i giordani) e dare peso a personaggi rimasti nell'ombra. Ma adesso che la situazione sull'asse Libano-Siria è di nuovo tesa serve qualcuno esperto. E Zahedi rappresenta una garanzia. In Iran, come responsabile del reparto «Thar Allah», si è occupato della sicurezza del regime per la regione di Teheran. Parla bene l'arabo, conosce a fondo il paese, dispone di una solida rete di contatti personali. Rapporti forgiati quando operava in passato in Libano come secondo segretario all'ambasciata (1998-2000) e guidava gli uomini dell'apparato Qods, l'unità per le operazioni speciali dei pasdaran. La sua nomina è stata voluta dal capo dei guardiani Mohammed Jaafari, preoccupato di quanto sta avvenendo nella regione. Movimenti di truppe siriane, scambi di minacce tra Israele – che promette «rappresaglie sproporzionate» — e l'Hezbollah che minaccia «una grande sorpresa». Il ruolo è certamente delicato, rischioso, riservato. L'identità di chi lo ricopre deve essere protetta. Lo rivela un particolare: il nome del suo predecessore – Mohammed Pakpour - non è mai emerso malgrado abbia coperto la posizione per ben tre anni. Le prime mosse di Zahedi — che è finito nella lista nera statunitense — sono state politiche e militari. In virtù della sua carica ha diritto a una delle due posizioni nel Consiglio Sciita riservate agli iraniani — la occupa con l'alias di Mahdavi — e dunque ha partecipato a una fitta serie di consultazioni. Quindi si è lanciato in un lavoro di «analisi e sviluppo» per migliorare il dispositivo bellico dell'Hezbollah. Una missione che lo avrebbe portato a visitare molti villaggi nel sud. Numerosi centri abitati sono stati trasformati in piccoli avamposti ben mime-tizzati. Con razzi nascosti dietro finte pareti nelle case o in bunker sotterranei. Ogni villaggio è affidato a un nucleo autonomo di guerriglieri pronto a fronteggiare — come è avvenuto nel 2006 — un'eventuale incursione israeliana. Zahedi, infine, ha affrontato il tema della sicurezza interna. Se sono riusciti ad eliminare Mughniyeh vuol dire che si è verificata una breccia nel sistema di protezione. Un varco che l'Hezbollah vuol chiudere in fretta e con decisione. Per questo sarebbe stato ucciso, in agosto, il dirigente Jamal Saleh. Ai familiari hanno raccontato che è deceduto «in un incidente», ma sembra che lo abbiano eliminato perché aver collaborato con i rivali di Jumblatt.
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