Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.
Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.
Egr. redazione di Informazione Corretta, gestisco il blog Ribat al mujahid, da cui avete citato un'intervista ad Abu Imad, imam del Centro Islamico di viale Jenner, a MilanoVi scrivo per quella che mi pare una doverosa precisazione: la pubblicazione di un'intervista non equivale ad una qualche forma di intrinseca vicinanza ideologica. Questo lo presagisco nell'introduzione all'articolo, e lo ribadisco a chiare lettere nei commenti in calce allo stesso. Questo vale sia per ciò che concerne la questione centrale del destino del Centro Islamico sia per l'accenno conclusivo alla questione arabo-israeliana. Le mie posizioni personali a proposito di quest'ultimo argomento, benché certamente difformi da quelle promosse dalla vostra redazione, hanno dei punti fermi nel diritto all'esistenza dello Stato d'Israele, nella necessità di una soluzione negoziale e costruttiva alla decennale crisi regionale, e nel massimo rispetto ed interesse personale per la cultura e per la fede ebraiche. Ciò è peraltro esplicitato in più interventi del mio blog, e proprio nei prossimi giorni tornerò sull'argomento, a seguito di un'esperienza di volontariato internazionale che ho avuto l'opportunità di svolgere in Giordania. Mi è parso opportuno compiere queste puntualizzazioni a proposito delle mie posizioni e della mia attività, che non vorrei confondere con le posizioni e con l'attività di persone che non conosco personalmente, e di cui non conosco né la storia né le prospettive politiche. Sebbene ciò non attenui la comprensibile distanza tra le mie e le vostre legittime istanze politiche, mi è sembrato opportuno ricondurre ogni possibile confronto entro l'ambito della massima chiarezza e, nel limite del possibile, della massima cordialità. Restando a disposizione per qualsiasi chiarimento, vi auguro un buon lavoro ed una buona fortuna.
lettera firmata
Grazie della sua cortese lettera e della sua puntualizzazione. Ci fa piacere, in particolare, la sua chiara affermazione del diritto all'esistenza di Israele. Restano validi i nostri rilievi sull'imam di Viale Jenner. Cordiali saluti redazione IC