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Tra détente e guerra fredda: i refuseniks

Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.

Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.



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Alemanno e Fisichella 08/09/2008

Un lettore ci segnala, e volentieri pubblichiamo:

«Se non ci fosse stato il fascismo non ci sarebbero state le leggi razziali. Il fascismo è stato allora e rimane ancora una malattia contagiosa, e c’è sempre il pericolo che, se non lo si ferma, diventi inarrestabile. Il nuovo fascismo ha già contagiato altri partiti qui in Italia. È un’infezione che va bloccata»
Piero Terracina, sopravvissuto al campo di sterminio di Auschwitz, sulle parole del sindaco di Roma Gianni Alemanno, Ansa 7 settembre

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Di seguito, alcune lettere sull'articolo di Angelo Pezzana sui casi Alemanno e Fisichella, leggibile al seguente link:

 http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=&sez=40&id=25785

Bravo Angelo Pezzana per l'articolo su Alemanno e Fisichella
Alemanno  non sa quello che dice e, Fisichella è quello che è... Mi chiedo sempre come, nell'attuale classe dirigente, si sia potuto formare un tale mix di ignoranza, cinismo e stupidità.Gabellare le leggi razziali come una parentesi, un incidente di percorso, se non fosse tragico, sarebbe ridicolo. Mi torna in mente una lettura non recentissima, "I volenterosi carnefici di Hitler", di Goldhagen, che spiega bene quale fosse l'humus culturale ala base della Shoà. Magari leggere un pochino a questi estimatori di croci, celtiche o cristiane non importa, non farebbe male!
lettera firmata

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Caro Angelo Pezzana,
Aggiungo al suo lucidissimo e impeccabile articolo che nelle cronache televisive non è mai stata pronunciata la parola Stato di Israele. Si è parlato solo di Terra Santa (Livia Turco). La visita a Yad Vashem rientra nel solito discorso: onorare gli ebrei morti e ignorare quelli vivi, per non dire peggio.
lettera firmata


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