Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.
Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.
Il Parlamento europeo pretenda la liberazione di Gilad Shalit 27/08/2008
Rispondendo a un invito di Pannella a un convegno sulla laicità , organizzato dal Partito Nonviolento Transnazionale Transpartito in associazione con il Parlamento europeo, ho scritto:
Carissimo Marco, dal parlamento europeo mi aspetto che organizzi una missione di suoi parlamentari a Gaza per pretendere la liberazione del soldato israeliano Gilad Shalit, rapito e tenuto in ostaggio da Hamas, in condizioni disumane, in violazione di ogni convenzione sui diritti dei prigionieri. Questo è il minimo che i parlamentari europei possono pretendere, data la valanga di denari che dall'Unione affluiscono nelle casse di quei sedicenti governanti. E' già scandalosa l'inerzia della Croce Rossa, non nuova se si considera il suo atteggiamento durante il nazismo. Anche questa è una battaglia in favore della laicità Cordialmente, lettera firmata(Gerusalemme) p.s. come pensi che Israele possa pensare di entrare nell'Unione, in queste condizioni?