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Tra détente e guerra fredda: i refuseniks

Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.

Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.



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Controllate i media 30/07/2008

Volevo ricordare un piccolo particolare omesso nella Vostra lettera del 25 Luglio:

Il grande festeggiamento avvenuto in Libano non era per i 5 prigionieri rilasciati da Israele, bensì per le 199 bare, contenenti ben 199 combattenti libanesi, che Nasrallah ha chiesto fossero restituiti al Libano indipendentemente dalla loro appartenenza politica o fede religiosa. Per questo tutti i partiti libanesi erano presenti all'evento, per questo migliaia di Libanesi hanno sopportato la lunga attesa sotto il sole cocente, per niente scoraggiati dai ritardi appositamente inflitti da Israele alla restituzione dei 199 cadaveri.

Ma tutto questo è stato accuratamente nascosto dai media che si sono concentrati unicamente sul dolore israeliano, omettendo quello ben più ampio dei libanesi.

La mia domanda è:

Come fare a controllare così bene tutti i media? Siete davvero in gamba in questo. Ricordatevi comunque che alla fine quello che pesa saranno sempre i fatti, non le parole.
Saluti,


lettera firmata

Lei è male informato. In Libano Samir Kuntar è stato accolto come un eroe da tutte le autorità dello Stato, insignito di medaglie, esaltato come esmpio da seguire.
Tra i caduti delle organizzazioni terroristiche, d'altro canto, non mancavano gli autori di efferare stragi terroristiche.
I media italiani hanno per lo più ignorato questo fatto. Il che prova quanto poco li "controlliamo".
Redazione IC


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