Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.
Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.
Dan Segre,su Il Foglio,spiega perchè le spoglie di un soladato israeliano valgano di più di terroristi vivi.L'opinione di Giorgio Israel mi sembra diversa.Comunque,se fosse così,allora tutto bene.Le vittime passate e future saranno contente.
lettera firmata
"Tutto bene" non è la risposta approppriata, perchè non va per niente tutto bene, ma i fatti vanno spiegati, ed è quello che hanno fatto Segre e altri. Così come Israel, Nirenstein e altri si augurano un cambiamento di politica. Cosa sempre molto difficile in democrazia, dove non c'è un dittatore che decide in cinque minuti, ma un parlamento che discute e rispetta il volere della maggioranza.