Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.
Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.
E se di stereotipi ne usassimo di meno ? 12/07/2008
In merito alla nostra critica a SKY LIFE, per la citazione dell'avaro come un rabbino, in un oroscopo, riceviamo e pubblichiamo:
Eh no. Stavolta la lettera ve la beccate voi. Il vostro commento mi sembra eccessivamente “politically correct”, e come tutte le cose eccessive, forzato.
Dovrebbero risentirsi anche gli Scozzesi, allora. E i Genovesi dove li mettiamo? Io sono mezzo genovese, ma non mi arrabbio se mi danno del “parsimonioso”. Qui francamente la “line “mi sembrava ironica senza cattiverie: gli ebrei hanno nomea di essere avari e quindi il loro “capo”, il rabbino, lo sarà ancora più degli altri. E’ vero: si tratta di uno stereotipo, ma in fondo ne usiamo noi tutti con frequenza. Non vedo il male se non c’è cattiveria.