Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.
Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.
Ho letto l'articolo di Bianconi su uno dei responsabili del dirottamanto dell' Achille Lauro, nel quale non 'mori', come avete scritto, ma 'venne ucciso' Leon Klinghoffer. A parte il tono di inaccettabile comprensione nei confronti del terrorista, vorrei seggerire alcuni nomi di persone e istituzioni che avrebbero già dovuto provvedere alla tutela del suddetto. Potrebbe essere assunto alla redazione del Manifesto, si troverebbe in un ambiente molto comprensivo, ma non solo nella redazione del quotidiano comunista, anche presso altri, c'è solo l'imbarazzo della scelta. Per non dire di organismi internazionali, con il suo curriculum troverà facilmente un posto. Chissà poi quanti editorialisti di chiara fama potrebbero trovare interessante la sua esperienza, al Corriere di sicuro Sergio Romano, alla Stampa Barbara Spinelli ecc. Per cui non capisco tanta preoccupazione per il futuro del 43enne. A quell'età gli restano comunque aperte le porte di Hamas o di Hezbollah, la cui specializzazione, ammazzare ebrei, è simile alla sua. lettera firmata