Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.
Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.
Condivido parola per parola come in altre occasioni l'articolo del prof. Giorgio Israel. Si lasciano liberi terroristi vivi, liberi di uccidere di nuovo, per avere dei soldati morti. Il messaggio è: sequestrate altri soldati, e uccideteli pure, tanto liberemo i vostri amici anche in cambio di un cadavere.
Israele, come sei caduta in basso! Nasrallah ha ragione a far festa, e anche Arafat dall'inferno! Olmert, vattene a casa al più presto e speriamo che arrivi un primo ministro con le palle al tuo posto.
Sono inoltre davvero curioso di sapere se è vero che l'opinione pubblica israeliana sostiene questa follia. Io credo che Israele dovrebbe togliersi i guanti e ricambiare i terroristi con la loro stessa moneta. A la guerre comme à la guerre.