Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.
Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.
Pubblichiamo una mail inviata al Corriere della Sera, inviataci in copia.
Stimato direttore, sono un lettore del Corriere della Sera e mi ha sorpreso che un quotidiano così autorevole possa essere caduto -nella composizione della dida dell'immagine che accompagna il testo di Amos Oz, pag. 45, venerdì 27 giugno- in un errore che è certamente dovuto a superficialità, e non malafede. Quando Il sito Informazione Corretta, che consulto frequentemente sia per mio interesse sia per lavoro, essendo giornalista anch'io, spiega nella pagina http://www.informazionecorretta.it/main.php?mediaId=115&sez=120&id=25069 che quella dida è sbagliata. Ora, a parte i toni a volte troppo partigiani e dogmatici che Informazione Corretta adopera, mi pare che anche questa volta il sito abbia visto giusto.Potrebbe sembrare un piccolo errore -quante dida, quanti titoli si sbagliano tutti i giorni!- il problema è che è sì un piccolo errore, ma pubblicato su un grande giornale in merito a un argomento assolutamente 'sensibile', su cui si giocano anche le passioni e gli odi epidermici di milioni di italiani. Almeno a me così pare, e io non sono ebreo e neanche di destra. Devo, invece, complimentarmi per un altro articolo, quello firmato da Niall Ferguson, sull'ebraismo di Kissinger (pag. 2). La ringrazio per l'attenzione e la saluto cordialmente. Giovanni Belfiori