Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.
Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.
Alla cortese attenzione del Direttore Paolo Mieli.
Egregio Direttore, ancora una volta Sergio Romano scrive, sul giornale da Lei diretto, delle falsità storiche che al lettore comune, per il semplice fatto di averle lette sul principale quotidiano italiano, appariranno vere. Anche le Nazioni Unite hanno riconosciuto che le fattorie di Sheba erano della Siria, e non già del Libano, prima di essere conquistate da Israele. Tuttavia gli sciiti di Nasrallah, nell'intento di mantenere calda la tensione con Israele, le reclamano come territorio sottratto al Libano; non hanno infatti oggi altro argomento contro Israele. E, ancora una volta, Sergio Romano si fa portavoce, dalle colonne del Corriere, di coloro che avversano, in tutti i modi, Israele. Non contesto certo il diritto di Romano di parteggiare per questo o quel paese arabo; in democrazia questo è lecito. Ma contesto il diritto di sostenere, dalle righe di un quotidiano come quello da Lei diretto, dei fatti che sono contrari alla realtà. Su tanti, troppi quotidiani, si scrivono regolarmente delle parole che sono il frutto della fantasia politica di chi le ha scritte. E' troppo chiedere che, almeno sul Corriere, questo non avvenga? La ringrazio per la Sua attenzione e Le rivolgo cordiali saluti Emanuel Segre Amar Vice presidente Associazione Italia Israele Torino