Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.
Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.
Benny Morris Due popoli una terra. Quale soluzione per Israele e Palestina 10/06/2008
Due popoli una terra.
Quale soluzione per Israele e PalestinaBenny Morris
RizzoliEuro 12
Benny Morris, in “Due popoli una terra. Quale soluzione per Israele e Palestina?” aiuta il lettore ad avvicinare quel mondo.
Poi arriva il mandato britannico in Palestina. In Europa ci sono il nazismo e il fascismo. La Shoah. Nel novembre del 1947 una risoluzione Onu sancisce in Medioriente la nascita di due Stati “palestinesi”: uno ebraico e l’altro arabo. Da allora, e per ragioni terribilmente imperscrutabili, se gli ebrei celebrano quella stagione come festa d’Indipendenza, per gli arabi palestinesi tutto ciò è la nakba. Una “catastrofe” alla cui radice sta l’autodeterminazione che i palestinesi espressero con il rifiuto.
Questo rifiuto si ripetè nel 200, quando andarono in fumo gli accordi di Oslo. Alla radice del rifiuto arabo – e certo in un contesto di grande, inafferrabile complessità – c’è l’idea che l’autodeterminazione politica di Israele sia fittizia. Una sorta di eccezione a un principio comunemente assodato e valido per ogni altro popolo. Per quanto possa sembrare paradossale, la storia avrebbe soltanto da fare un passo indietro. E prima o poi lo farà: due Stati per due popoli vicini ma diversi – seppure ormai carichi di una reciproca somiglianza che ancora fomenta gli odi, ma che un giorno li aiuterà. Proprio come sanciva la risoluzione Onu del 29 novembre 1947.