Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.
Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.
Ma chi è più sradicato di “Mendel dei libri” che “gli occhiali inforcati, la barba irsuta, vestito di nero, leggendo si dondolava come un cespuglio al vento”? Mendel non è in sinagoga, anche se quel moto scomposto potrebbe assomigliare a una preghiera. La sua casa – o meglio tutto il suo mondo – sta al caffè Gluck di Vienna. Dentro le pagine, che lui conosce come nessun altro. Mendel dei libri è un racconto di Stefan Zweig. E’ la storia di un uomo mirabile che conosce tutti i libri: una specie di archivio informatico prima che inventassero i microchip.