Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.
Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.
Sergio Romano esprime le sue opinioni in seguito alla mail del Sig. Nale Modena. Il nostro lettore scrive allo stesso Sig. Nale Modena (la cui e-mail appariva sul Corriere) e ne riceve una interessante risposta. IC pubblica entrambe, dalle quale Sergio Romano esce abbastanza ammaccato. Buona lettura.
Gentile signor Nale Modena, la sua lettera pubblicata oggi sul Corriere avrebbe meritato, a mio parere, una risposta onesta. Scrive infatti Romano che "l'organizzazione di Hamas ha dato più volte la sensazione di accettare pragmaticamente l'esistenza dello stato di Israele nei suoi confini del 1967". Tale affermazione è del tutto falsa, e infatti Romano non può sostenerla con la citazione di alcun documento. E' invece vero, come Lei ben conosce, che nello statuto di Hamas, così come già nella testa di Arafat, ieri, e di tanti dittatori orientali, oggi, non vi è spazio per lo stato di Israele. Il continuare a negare la realtà, come sempre fa Romano quando affronta i problemi relativi al Medio Oriente, non può portare ad altro che a confusione e disinformazione dei lettori. Quanto poi all'affermazione di Romano, che "Israele non potrebbe garantire di essere veramente disposto a fare concessioni sui punti ancora irrisolti", basta avere l'onestà di guardare alla storia passata: quando l'Egitto di Sadat ha riconosciuto Israele, ha ricevuto indietro tutti i territori perduti con la guerra, con l'esclusione proprio della striscia di Gaza, che Sadat non volle riprendersi. E basta guardare a cosa successe quando Israele obbligò gli 8000 israeliani che vivevano a Gaza a lasciare la striscia: non fu l'inizio di un dialogo, ma di un bombardamento delle cittadine israeliane. Ma questo Romano non lo vuol riconoscere. Cordiali saluti Emanuel Segre Amar
Gentile signore
Solo oggi ho preso visione della sua lettera, perché finita tra quella "indesiderata" e che per buona sorte mi è capitata sotto gli occhi facendo pulizia tra di essa. L'ho letta con attenzione e concordo con le sue osservazioni. Non sono comunque un esperto di cose medio orientali e la mia lettera a Sergio Romano prendeva lo spunto da un suo intervento televisivo di due sere prima. La sua risposta non è piaciuta neppure a me perché non pertinente. Non era comunque la prima volta che polemizzavo con lui. Grazie per la sua lettera e nel scusarmi per l'involontario ritardo la saluto.