Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.
Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.
Ho seguito la puntata della trasmissione di Vespa e ho ascoltato il discorso di Fini. Il suo era un ragionamento articolato che, a mio avviso, non voleva confrontare i due episodi né¨ sminuire quello di Verona. Concordo con lui quando dice che bruciare bandiere israeliane è¨ un atto politico, che si collega alla continua delegittimazione di Israele, sostenuta non da quattro estremisti, ma da fior di "intellettuali", mentre il delitto di Verona, come i continui atti di violenza giovanili che i media giornalmente ci ammaniscono, è¨ una questione sociale, di estrema gravità che riguarda tutta la nostra società . Mi chiedo che differenza c'è¨ tra il delitto di Perugia (di cui ancora non sono noti gli autori), su cui è¨ ormai calato il silenzio e questo efferato pestaggio, finito con la morte della vittima? Le reazioni alle parole di Fini fanno capire che cavalcare la carta del nazifascismo è¨ sempre vincente. Ma perchènessuno si chiede perchè questi giovani siano ancora imbevuti di queste ideologie? Cosa hanno insegnato loro a scuola? Cosa le famiglie? Cecilia Nizza