Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.
Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.
L'8 maggio sarò a Torino, a qualunque costo. Porterò con me una grande bandiera di Israele. Se non potrò esporla all'ingresso della fiera, pazienza. Subirò questo divieto con un profondo senso di malinconia e di ingiustizia. Una volta entrato, mi avvolgerò nella bandiera di Israele e così visiterò la Fiera del libro, per sentirmi in pace con me stesso e fiero di fare una cosa giusta. L'ebraismo è un impasto di Dio, popolo e terra, tre elementi in uno. Per questo gli ebrei sono stati sterminati di volta in volta dai cristiani, dai nazionalisti, dagli arabi. Io non sono ebreo, però sento il bisogno di schierarmi al fianco degli ebrei. Io sono italiano, però sento il bisogno di battermi in difesa di Israele. "Ci sarà ancora un gentile a Torino".
Alessandro Litta Modignani, della direzione nazionale di Radicali Italiani (Milano)