Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.
Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.
Consigli al nuovo governo sullo scenario mediorentale ambigui, e in alcuni casi pericolosi
Testata: Il Sole 24 Ore Data: 23 aprile 2008 Pagina: 12 Autore: Antonio Badini Titolo: «Medio Oriente, sponda moderata»
Favorire un governo di unità nazionale tra Hamas e Fatah, costituire joint ventures per l'arricchimento dell'uranio in Iran che potrebbero "facilitare" controlli più rigorosi (ma non garantire che l'uranio non venga arricchito fino al punto in cui può essere usato per fabbricare l'atomica), tener conto delle piazze arabe.
Sono alcuni dei consigli che Antonio Badini fornisce sul SOLE 24 ORE del 23 aprile 2008 al futuro governo italiano in tema di politica mediorentale. Sono consigli ambigui, se non pericolosi. Le piazze arabe sono manipolate dalla propaganda, che sovente le conduce verso posizioni irrazionali e oltranziste. Cosa significa, in concreto, tenerne conto ? Il governo di unità nazionale tra Hamas e Fatah, così come fu prefigurato dall'iniziativa saudita, non avrebbe cambiato una virgola delle posizioni del gruppo islamista, rifiuto dell'esistenza di Israele incluso. E la prospettiva di un arma nucleare in mano ai fanatici di Teheran è troppo pericolosa perché ci si possa accontentare di precauzioni del tutto incerte.