Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.
Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.
Perché nessuno dei grandi quotidiani ne parla 10/04/2008
Quando gli inglesi sconfissero l'impero ottomano, alla fine della prima guerra mondiale, costruirono, anche in Palestina, i loro cimiteri coi relativi monumenti. La nostra comune civiltà ci impone di onorare la memoria di coloro che, per noi, persero la loro vita, spesso ancora giovanissimi. Uno di questi cimiteri, col suo monumento, si trovava a Gaza. Ma l'altro giorno ignoti, che poi tanto ignoti non sono, hanno pensato bene di distruggere anche quella testimonianza superstite della "nostra civiltà" che evidentemente feriva la volontà di non aver nulla di blasfemo sul sacro suolo islamico. Tanto ignoti non sono, in realtà, se i giornalisti che si sono recati sul posto per vedere, per informarsi e per fotografare, sono stati allontanati con la forza dalla polizia locale, dopo aver dovuto consegnare anche i loro apparecchi fotografici. Ma parimenti colpevoli sono anche i nostri quotidiani che, pur avendo conoscenza di tutto ciò, hanno preferito il silenzio alla denuncia. E, questa volta, sono colpevoli non solo per essersi piegati alla volontà del più prepotente, ma anche per aver cancellato la memoria della nostra storia. Sono queste due colpe, ahimé, sempre foriere di mali peggiori. Emanuel Segre Amar