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Tra détente e guerra fredda: i refuseniks

Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.

Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.



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Rischio di genocidio in Iraq ? 09/04/2008

Vorrei capire come mai gli articoli che pubblicate sull'Iraq sono sempre del solito tono.

In generale apprezzo il Foglio,ma non credo sia imparziale e veritiero quando si parla di certe cose.

Sostenere che se gli Usa si ritirassero avrebbe luogo un genocidio,indica semplicemente la pochezza degli argomenti a disposizione di chi ancora difende l'indifendibile.

Perchè dovrebbe esserci un genocidio?

Perchè le cose dovrebbero peggiorare?

Forse gli americani proteggono i civili?

Se non riescono a proteggere nemmeno se stessi.

Chi aveva i soldi se ne è andato da un pezzo dall'Irak.

Avete una vaga idea di come sia ridotta Baghdad?

Dei muri di cemento,della paura ad uscire di casa?

Ho anche seri dubbi su quali gruppi sciiti siano appoggiati da Teheran,sicuramente non quelli indicati dal Foglio,esistono varie prove al riguardo.

Purtroppo sarà impossibile processare Bush per crimini contro l'umanità,ci si dovrà accontentare del giudizio della storia.

Distinti saluti.

Lorenzo Pelacchi

La valutazione sul rischio di un genocidio in Iraq  è dell’Institute of Peace, "istituzione apolitca" finanziata dal congresso,  è di un politologo come Rudolph J. Rummel, che ha dedicato gran parte del suo lavoro ai massacri di massa.
E' una valutazione resa piuttosto plausibile dalla violenza settaria in Iraq e dall'ovvia considerazione che, qualora venisse a mancare la forza preponderante delle truppe americane, una delle fazioni in lotta potrebbe prendere il soppravvento, guadagnando il controllo dello stato e dei mezzi di ditruzione  a disposizione dei governi.  

Redazione IC


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