Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.
Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.
Ho letto ieri sera, in altro sito web, la notizia, da Voi riportata oggi, della povera tartaruga sgozzata a Gaza per il gusto sadico di vedere scorrere il sangue, spacciato poi per...Viagra. Naturalmente sappiamo di chi è la colpa: di Israele che affama e costringe i poverini a cibarsi di tartarughe !
Certo l'uccisione di un animale è meno grave di quella di un essere umano; ma è sempre una barbarie, quando ciò non derivi da necessità vitali. Non è solo il mio grande amore per gli animali a farmi rabbrividire di sdegno: penso ai miliardi elargiti dall'Occidente e finiti nella capaci tasche dei capetti (o al caponi) palestinesi; alle quantità di cibo inviate dall'UE, lasciate lì a marcire. Penso poi al rispetto che c'è in Israele per animali e piante e il disprezzo che, invece, nutre l'altra parte. Vi rammentate la vicenda, verificatasi un paio di volte, del povero asino riempito di tritolo e fatto esplodere in prossimità di un posto di blocco?