Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Un rapporto completamente sbagliato quello dell'Oms sull' "assedio" di Gaza
Testata: Rainews 24 Data: 03 aprile 2008 Pagina: 0 Autore: la redazione Titolo: «Intervista ad Ambrogio Manenti»
Alle ore 6.20 del mattino del 03/04/08 su RAINEWS 24 è andata in onda un'intervista con il dott.Ambrogio Manenti, Responsabile dell'OMS per i territori palestinesi.
Si è sostenuto che Israele impedisce ai palestinesi di recarsi in Israele per ricevere cure mediche . Manenti ha diffuso martedì 1 aprile 2008 un rapporto nel quale accusa Israele della morte di cinque pazienti palestinesi, che non hanno potuto ricevere cure mediche nello Stato ebraico Nir Press, comandante per le Forze di Difesa israeliane del Coordinamento con Gaza, lo ha definito “Completamente sbagliato”. Ecco una sintesi delle sue dichiarazioni, da israele.net ( e dal Jerusalem Post):
il rapporto ignora completamente il fatto che, dei cinque casi denunciati, due in realtà hanno ricevuto cure negli ospedali israeliani. È il caso, ad esempio, di Mona Nofal, 34 anni, deceduta per cancro rettale all’ospedale Shifa di Gaza lo scorso novembre: Press ha ricordato che la donna è stata in cura presso ospedali israeliani in luglio, in agosto e in ottobre. Il fatto che i trattamenti non siano stati sufficienti a salvarla riguarda la gravità della patologia e non ha nulla a che vedere con il presunto blocco israeliano. Agli altri tre casi denunciati, il permesso in effetti era stato accordato, ma poi non è stato utilizzato per problemi interni palestinesi. Press afferma che le Forze di Difesa israeliane, pur mantenendo – per evidenti motivi di sicurezza – stretti controlli sui pazienti palestinesi (veri e presunti) che chiedono d’entrare in Israele, comunque finora hanno approvato più del 90% delle richieste di visita o ricovero in ospedali israeliani. Nel 2007 sono stati rilasciati 7.226 permessi, pari a un aumento del 50% rispetto ai 4.754 permessi rilasciati nel 2006. Dall’inizio di quest’anno, già 2.317 pazienti palestinesi hanno potuto farsi curare in ospedali israeliani. Tutti coloro che ottengono il permesso possono essere accompagnati in Israele da un famigliare. A quel 10% di respinti per ragioni di sicurezza, viene comunque offerta la possibilità di essere trasportati da un veicolo israeliano fino al Ponte di Allenby attraverso il quale possono passare in Giordania, oppure a un passaggio di frontiera verso l’Egitto. Naturalmente le richieste devono pervenire ad Israele attraverso il ministero della sanità dell’Autorità Palestinese, che fa capo a Mahmoud Abbas (Abu Mazen), giacché Israele non intrattiene rapporti con Hamas.