Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.
Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.
Copia di una mail inviata alla Stampa dopo le dichiarazioni di Gianni Vattimo.
Dopo la strage di Monaco nella quale vennero assassinati gli atleti israeliani, il primo ministro Golda Meir promise ai terroristi che li avrebbe fatti uccidere tutti. Sbaglia, quindi, Gianni Vattimo, il quale ha affermato di avere ricevuto una anonima minaccia di morte, quando, sul Corriere, ricorda "lo scrittore" Wael Zuaiter ucciso, secondo i suoi amici palestinesi, dal Mossad il 16 ottobre 1972. Egli era infatti il capo dell'OLP a Roma e aveva partecipato alla strage che aveva choccato il mondo intero. Non è certo agli intellettuali che i servizi segreti israeliani dedicano le loro attenzioni. Ma più grave è il seguito della dichiarazione di Vattimo: "se mi uccidono, sapete di chi è la colpa", dichiara infatti il filosofo, odiatore di Israele. Insomma, oltre ad accusare falsificando i fatti, si permette di accusare, senza prove, anche per un delitto non commesso. Questa poi non la avevamo ancora sentita! Comunque stia tranquillo, Gianno Vattimo; non avrà una morte mediatica, ma nel suo letto. Emanuel Segre Amar