Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.
Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.
Mi passa tra le mani il numero di Repubblica del 15 marzo u.s. e rimango "attonito e sgomento" nel leggere l'intervista a Benny Ziffer (giornalista israeliano), che il nostro locale "Haaretz" (si fa per dire) pubblica con malcelata soddisfazione intitolandolo: "Perché è giusto boicottare la manifestazione".
Non basta l'internazionale del terrore (in cui c'è dentro di tutto) capitanata dal paranoico di Teheran, ma dover guardarsi dai nemici interni....sembra un'opera improba; ma voglio credere all'affermazione di Pietro Citati: "...Malgrado l'indifferenza e l'ostilità degli europei, non credo che Israele scomparirà mai dalla terra..." Tutta la mia stima a Deborah Fait e a Fiamma Nirenstein.