Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.
Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.
Da quando in qua le percezioni – tra l’altro, snaturate dalla cultura dell’odio e dalla disinformazione - sono legittime ed autorevoli per un’analisi (se non psicanalitica)? L’ONUriporta i dati dell'assistenza umanitaria a Gaza, che Israele ha continuato a permettere e a fornire in prima persona, nonostante da Gaza partano gli attacchi contro la sua popolazione civile. I gazani musulmani e cristiani, dalla vittoria di Hamas, sono già partiti in 120 mila, spingendo un imam a decretare una fatwa per chi abbandonava il suolo “sacro”. Tanto sacro da averlo ridotto in un cimitero, usando la popolazione civile e le loro case come scudo umano e base di lancio dei razzi che colpiscono il territorio israeliano. Elezioni democratiche non instaurano automaticamente la democrazia, quando a vincere è un partito terrorista che pianifica solo distruzione e morte e non ha più bisogno del paravento dell’impegno sociale per affermarsi. Quanto alle costruzioni, si costruisce solo a Gerusalemme est, non in Cisgiordania dove è illegale. Le nuove abitazioni si costruiscono nel quartiere a maggioranza ebraica e vogliono controbilanciare quelle che il governo israeliano ha fatto erigere per i residenti palestinesi. Gli accordi della Road Map (tutt’ora l’unico documento valido, anche se inviso all’Italia, Spagna ed ex-Francia di Chirac), la lettera di intenti di Bush a Sharon del 2004, stabiliscono che Israele rinuncerà ai luoghi a più alta densità araba, in cambio di quelli a più alta densità ebraica. Quanto alla “notizia” del 5 marzo ripresa da Guido Olimpio da Vanity Fair, è ridicola perché non è una notizia, ma il segreto di Pulcinella. Gli USA hanno semplicemente sostenuto un potere più moderato rispetto a quello oltranzista e terrorista di Hamas. Se ne è scritto e parlato a iosa sui giornali e tv israeliani ed occidentali, prima e durante la guerra civile nella Striscia di Gaza. Il generale Dayton continua ad addestrare il Fatah. Altroché nuovo Irangate! Si tratta solo di una speculazione che gioca sull’amnesia (od ignoranza) dei più, in piena campagna elettorale USA. Ci si chiede perché la propaganda debba fare tanto presa da noi a discapito di un’onesta e seria informazione.