Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.
Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.
Se non fosse tragico, sarebbe solo da ridere. Umberto De Giovannangeli fa una tiritera su un Muro,su deiMuri, ovviamente quello israeliano conta peggio di quello egiziano, appellandosi a tre o quattro palestinesi sofferenti. Chiaro che, se bambini, il suo pezzo suoni più che struggente. Naturalmente, i bambini e giovani israeliani uccisi, massacrati o mutilati, non fanno parte di questa eulogia. Loro non contano! Ma se si tratta di voci palestinesi – le uniche abilitate a mostrarsi e a parlare nel silenzio della maggioranza dei palestinesi – allora, sìììì! L’Unità e De Giovannageli si fiondano.Complimenti! Evviva i ricatti arabo-palestinesi, senza quelli, l’Unità non avrebbe di che scrivere.