lunedi` 13 aprile 2026
CHI SIAMO SUGGERIMENTI IMMAGINI RASSEGNA STAMPA RUBRICHE STORIA
I numeri telefonici delle redazioni
dei principali telegiornali italiani.
Stampa articolo
Ingrandisci articolo
Clicca su e-mail per inviare a chi vuoi la pagina che hai appena letto
Caro/a abbonato/a,
CLICCA QUI per vedere
la HOME PAGE

vai alla pagina twitter
CLICCA QUI per vedere il VIDEO

Tra détente e guerra fredda: i refuseniks

Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.

Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.



Clicca qui






 
Luciano Tas
Le storie raccontate
<< torna all'indice della rubrica
Sondaggi 10/03/2008
Sondaggi

Il Corriere della Sera del 5 marzo pubblicava il risultato di un sondaggio (peraltro senza valore scientifico, come avvertiva correttamente il quotidiano) effettuato il giorno precedente.

La domanda rivolta ai lettori era questa: "E’ giusto boicottare la Fiera del Libro di Torino dedicata a Israele?". Per il 78.8% la risposta è stata "No", ma il 21.2% riteneva invece che, sì, il boicottaggio sarebbe stato giusto.

A prima vista si direbbe che una così ampia maggioranza di persone contrarie a ogni idea di boicottaggio nei confronti di una manifestazione culturale dedicata ai libri potrebbe considerarsi confortante.

Però il boicottaggio di libri e di scrittori rimanda alla memoria non solo i roghi di libri nella Germania nazista, ma anche i provvedimenti dell’Italia fascista che, senza bruciarli, si limitava a togliere dalla circolazione le opere degli scrittori ebrei, dalla saggistica alla narrativa e perfino ai fumetti, come quelli importati dall’editore Nerbini dagli Stati Uniti.

Perché nulla doveva restare di produzione infetta, cioè ebraica.

Ecco allora che in questa luce il conforto cala un po’ e l’attenzione tende a indirizzarsi non su quel 78,8% di "No", ma con preoccupazione su quel 21,2% di "Sì". Ci sarebbero dunque anche tra i lettori del Corsera (presumibilmente non proprio di tendenze estremiste) più di venti nostalgici su cento?

In genere i periodici rilevamenti statistici (quelli attendibili) fissano in un dieci per cento gli antisemiti (e i razzisti) dichiarati e occulti. Qui saremmo al doppio se l’annunciata inattendibilità del sondaggio non ci restituisse a più tranquillizzanti sogni.
Luciano Tas


Condividi sui social network:



Se ritieni questa pagina importante, mandala a tutti i tuoi amici cliccando qui

www.jerusalemonline.com
SCRIVI A IC RISPONDE DEBORAH FAIT