Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.
Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.
.L’ Associazione Italia-Israele di Siena onlus, costituitasi lo scorso ottobre, ha tra i propri scopi quello di stabilire rapporti di profonda amicizia e collaborazione tra i due stati, come anche di segnalare e combattere pregiudizi antisemiti ed antisionisti. Questi ultimi infatti, come ha recentemente espresso anche il nostro Presidente Napolitano, sono la moderna versione dell’antisemitismo che ha afflitto per secoli la cultura europea.. A tale proposito ci permettiamo di segnalare un evento cha ha avuto luogo presso l’Universita’ degli Studi di Siena, Aula Magna della Facolta’ di Lettere e Filosofia martedì 19 febbraio, intitolato: Palestina quale futuro? La fine della soluzione dei due Stati, a cura di Jamil Hilal, organizzato dal Prof. Usberti,moderato dal Prof. Solinas. Il Sig.Hilal, sociologo di Ramallah, ha fornito l’ipotesi di uno stato unico palestinese che dovrebbe inglobare lo stato ebraico, distruggendone la cultura, l’identita’ e la religione. Nell’esporre le sue idee eglinon ha addotto alcuna analisi sociologica, politica o filosofica a sostegnodella sua tesi ma ha esposto fatti, eventi e situazioni in Medio Oriente, usando slogans ideologici e antisionisti. Infine, poiche’ e’ stato moto difficile prendere la parola per un dibattito con l’oratore, che e’ risultato un monologo senza interlocutorio, sottolineamo la pericolosita’ di eventi del genere all’interno di un Ateneo, dove per definizione si dovrebbe sostenere dibattiti aperti per costruire unapuralita’ di vedute su argomenti complessi come quelli mediorientali..Facciamo infinepresente che la tesidel Sig Hilal di uno stato unico palestinese non e’ ne’ nuova ne’ originale in quanto e’ basata sull’ideologia delfondamentalismo islamico che ha sempre considerato Israele come una presenza disturbante in quanto stato democratico che interrompe la continuta’ geografica e culturale degli stati arabi totalitari.