Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.
Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.
Tornano i criteri di "Difesa della Razza" 16/02/2008
Ecco la risposta di Giorgio Israel all'attacco di Angelo D'Orsi (IC del 15/02/2008)
Un articolo come quello di d'Orsi non meriterebbe alcun commento per un solo motivo. Chi definisce il proprio contraddittore un "personaggio che appartiene alla storia della teratologia contemporanea" si qualifica da solo. Le classificazioni teratologiche le faceva "La Difesa della Razza".
Ma vale la pena di sottolineare un punto. D'Orsi mena scandalo per la "strabiliante connessione" fatta tra il boicottaggio della Fiera del Libro di Torino e la vicenda della mancata visita del Papa alla Sapienza, attribuendola al rettore della Sapienza Guarino (sic). Si sbaglia. Questa connessione l'ha stabilita il suo amicone Gianni Vattimo in un articolo sulla Stampa, in cui difendeva il boicottaggio di Torino, al seguente modo: «Nel caso della Sapienza, si sa che razza di dialogo era previsto. Il Papa sarebbe stato ricevuto come il grande capo di uno Stato e di una confessione religiosa, in pompa magna, così magna che persino la semplice possibilità di una manifestazione di pochi studenti contestatori a molte centinaia di metri di distanza lo ha fatto desistere dal proposito. Questo caso di Israele alla Fiera è lo stesso».
Ogni commento è superfluo, almeno per le persone dotate di raziocinio e di un minimo di onestà intellettuale.