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Corriere della Sera Rassegna Stampa
03.02.2008 Churchill e il sionismo
lo statista britannico sostenne la nascita di Israele anche in dissidio con gli Usa

Testata: Corriere della Sera
Data: 03 febbraio 2008
Pagina: 45
Autore: Ennio Caretto
Titolo: «Churchill filosionista in dissidio con gli Usa»
Il CORRIERE del 2 febbraio 2008 pubblica un articolo sul libro di Martin Gilbert "Churchill e gli ebrei, l'amicizia di una vita", non ancora tradotto in italiano.
Si tratta di un libro importante che aiuta a comprendere la figura storica di Churchill e il suo rapporto con il sionismo.

Ecco il testo dell'articolo:

Sulla nascita d'Israele ci furono inizialmente forti contrasti tra Inghilterra e America. Lo dimostrano Churchill e gli ebrei, l'amicizia di una vita, l'ultimo libro di Martin Gilbert, il biografo del grande statista inglese, e alcuni documenti desecretati dagli archivi nazionali americani. In una citazione riportata nel libro, Churchill dice di guardare agli ebrei in Palestina «come ai portatori naturali del lievito occidentale tanto necessario al Vicino Oriente». Ma nel dossier degli archivi Usa i servizi segreti americani, sul finire della Seconda guerra mondiale, sono diffidati dall'appoggiare i sionisti, «perché potrebbero destabilizzare la regione».
Gilbert ricorda che dal 1917 Churchill si adoperò per uno Stato ebraico. Nel '21, in visita a Gerusalemme, dichiarò che esso sarebbe stato «una benedizione per il mondo intero ». Churchill ammirava i principi etici degli ebrei «che sono superiori al genio di Atene e alla potenza di Roma», mentre diffidava dell'Islam: «I singoli musulmani possono aver splendide qualità — disse — ma la loro religione paralizza lo sviluppo sociale di chi la segue ». Lo statista prevedeva anche la nascita di uno Stato palestinese. Rimase fedele al proprio disegno nonostante gli attentati contro gli inglesi attuati da estremisti sionisti.
Il progetto non ebbe l'immediato appoggio del presidente americano Roosevelt. Dai dossier degli archivi risulta che i servizi segreti Usa prima aiutarono le formazioni sioniste a salvare gruppi di ebrei in Europa, ma poi si opposero alla nascita di Israele. Solo parecchi mesi dopo la fine della guerra l'America, dove esistevano correnti antisemite, cominciò a cambiare posizione, cercando però di non alienarsi i Paesi arabi fornitori di petrolio.

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